math. money

mathematics/matrix money (matematica del denaro)

matrix for mind

the mind matrix = cibernetics

Premessa
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Matematica
fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Mathematics

cit:

La parola matematica deriva dal greco μάθημα (máthema), traducibile con i termini “scienza”, “conoscenza” o “apprendimento”; μαθηματικός (mathematikós) significa “incline ad apprendere”.

Trattato di aritmetica di Filippo Calandri del 1491.

Con questo termine di solito si designa la disciplina (ed il relativo corpo di conoscenze) che studia problemi concernenti quantità, estensioni e figure spaziali, movimenti di corpi, e tutte le strutture che permettono di trattare questi aspetti in modo generale. La matematica fa largo uso degli strumenti della logica e sviluppa le proprie conoscenze nel quadro di sistemi ipotetico-deduttivi che, a partire da definizioni rigorose e da assiomi riguardanti proprietà degli oggetti definiti (risultati da un procedimento di astrazione, come triangoli, funzioni, vettori ecc.), raggiunge nuove certezze, per mezzo delle dimostrazioni, attorno a proprietà meno intuitive degli oggetti stessi (espresse dai teoremi).

La potenza e la generalità dei risultati della matematica le ha reso l’appellativo di regina delle scienze: ogni disciplina scientifica o tecnica, dalla fisica all’ingegneria, dall’economia all’informatica, fa largo uso degli strumenti di analisi, di calcolo e di modellizzazione offerti dalla matematica.

Abbiamo ritenuto di innestare sulla antropologia e sociologia e politica delle questioni economiche la oggettività della trattazione “matematica” che descrive il denaro e il suo uso (money).

C’è un ampia letteratura che spesso ha un carattere per iniziati, quindi esoterico, nell’arco della storia umana.

Siamo però dell’idea che i modelli di descrizione matematica nell’uso del denaro, possono essere spiegati con grande semplicità e quindi divenire patrimonio ampio del genere umano, di modo che la cognizione del modo con cui è amministrato divenga trasparente, ed -infine- si possa giungere al “conoscere per deliberare”.

Quindi la trattazione dei casi esaminati nel seguito si rivolge a persone con nessuna cognizione tecnica se non la capacità di svolgere le quattro operazioni:
“+” = operatore di somma
“-” = opertore di sotrazione
“:” = operatore di divisione (a volte indicato anche con il simbolo “/”)
“*” = operatore di moltplicazione (a volte indicato con il simbolo “.”)


[1] 1.1.2012

“La riserva frazionaria”

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_frazionaria

articolo di spiegazione in dettaglio:
http://www.partito-viola.it/docs/riserva-frazionaria.pdf

more info:

Maurice Allais:
Maurice Allais (Parigi, 31 maggio 1911Saint-Cloud, 9 ottobre 2010) è stato un fisico ed economista francese, Premio Nobel per l’economia 1988 per i suoi contributi determinanti per la teoria dei mercati e l’utilizzo efficiente delle risorse. Lavorò fino al 1944 come professore di economia all’ École nationale supérieure des mines de Paris. Dal 1946 è direttore dell’ Economic Analysis Centre.

http://it.wikipedia.org/wiki/Maurice_Allais

Sul concetto di riserva frazionaria detto impropriamente signoraggio:
http://www.spiritocritico.it/economia/signoraggio-bancario/la-riserva-frazionaria-spiegata-da-maurice-allais/

da facebook:
http://www.facebook.com/groups/ipgcadmin/372008162817984/?notif_t=like

  • Post meno recenti
  • www.youtube.com

    Politici, sindacalisti e giornalisti non dicono un fatto, forse il più importante per la vita di tutti i cittadini.
    Mi piace · · Non seguire più il post · Condividi · 8 ore fa
    • A Damiano Pintus piace questo elemento.
      • Lidia RiboliL’unica cosa che ho davvero apprezzato di questo post è la musica dei Pink Floyd

        3 ore fa · Mi piace
      • Lidia RiboliPer il resto, la solita teoria del signoraggio bancario

        3 ore fa · Mi piace
      • Patrizia Merollee allora? per te e una teoria?communque felice che apprezzi i pink floyd..vuol dire che di musica capisci qualcosa

        3 ore fa · Mi piace
      • Domenico Idonesi é una teoria completamente sbagliata (e chiamarla teoria é già tanto)

        3 ore fa tramite cellulare · Mi piace
      • Patrizia Merollema la riserva frazionaria conoscete?

        3 ore fa · Mi piace · 2
      • Patrizia Merolleallora forse non conoscete neanche gli economisti atterati tra cui molti in francia piu joseph stiglitz premio Nobel d economia..forse in italia alcuni siete ancora poco informati ..mi spiace

        3 ore fa · Mi piace
      • Patrizia Merolleper alcuni almeno,vedo che molti di qursta pagina sono meglio informati di voi..questo video non e il migliore ma strano che non sapete niente della riserva frazionaria

        3 ore fa · Mi piace
      • Patrizia Merollepiu giu nella pagina c e un documenario in tre parti che esiste in varie lingue..raffigura una bancanota bagnata di sangue cosi come simbolo il piu giusto..anche questo negate??

        3 ore fa · Mi piace
      • Patrizia Merollela riserva frazionaria esiste certo!!come credete che sia creata l inflazione???

        3 ore fa · Mi piace
      • Patrizia Merollechi siete per negarlo??

        3 ore fa · Mi piace
      • Salvo CarusoSULLA RISERVA frazionaria , che da quanto ho capito è la moneta virtuale , creata dalle banche attraverso artifizi , ma che non esiste in circolazione , la credo che vi sia realemnte una forma di signoraggio bancario …

        3 ore fa · Mi piace
      • Domenico Idoneinfatti, cercano solo di denigrare…

        3 ore fa tramite cellulare · Mi piace
      • Salvo Carusoci vuole molta pazienza e molta buona volontà per chiarire questo gran casotto …..

        3 ore fa · Mi piace
      • Patrizia Merollevedo che in italia circolano documenti di propaganda fasulla..messaggio ai capri manipolabili o agenti dello sato o della goldman sacks..chiunque cerca info serie sulla riserva frazionaria creata secondo accordi internazionali non ancora classificati top secrat li trova….adesso un attimo vi porto il nome di questi accordi e la data della firma e luogo!!

        3 ore fa · Mi piace
      • Mario Siniscalchie poi cosa c’entra Stiglitz con il signoraggio?

        2 ore fa · Mi piace
      • Patrizia Merolle

        arrivano piu dati pazienza :Riserva frazionaria e moltiplicatore monetario [modifica]
        Come spiegato efficacemente dal Nobel Paul Samuelson[1], a fronte di un nuovo deposito, una banca può concedere un prestito aggiuntivo per un ammontare ma…Visualizza altro
        2 ore fa · Mi piace
      • Patrizia MerollesTIGLITZ HA CONDANNATO QUESTA TRUFFA LEGALIZZATA E CONTINUA A FARLO..CONDANNA TUTTE LE PORGANIZZAZIONIN EUROPEE ANCHE E LA BCE

        2 ore fa · Mi piace
      • Mario Siniscalchi Patrizia, se non ti va di leggere il doc. che ti ho linkato prima, prova a guardare questo video che spiega tutto passo dopo passo: http://www.youtube.com/watch?v=kRwEciZtO9c

        2 ore fa · Mi piace
      • Patrizia Merolle ECCO UN ALTRO video sulla disinformazione degli economistihttp://www.youtube.com/watch?v=5JSwxroykSc&feature=results_video&playnext=1&list=PLF956D3D014617E3Bdi stiglitz

        2 ore fa · Mi piace
      • Mario SiniscalchiHo guardato il primo video. Siamo d’accordo, le teorie economiche neoliberiste hanno fallito, le grandi banche d’affari sono banche criminali, il mainstream non informa correttamente, la gente è apatica e non capisce (non vuole nemmeno provarci a capire). Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con il signoraggio secondario, che non esiste. Ora vado, buona serata!

        2 ore fa · Mi piace
      • Mario SiniscalchiPatrizia finchè linki Stiglitz (che non parla di signoraggio) va bene, però usare Icke (uno che parla di alieni rettiliani!!) come fonte è un pò troppo… Ora vado davvero

        2 ore fa · Mi piace
      • Patrizia Merolleda noi in francia c e forse meno censura perche la riserva frazionaria e ammessa da tutti gli economisti e non e soggetta a discredito o manipolazioni…non e un tema tabu e nesssuno lo mette in dubbio

        circa un’ora fa · Mi piace
      • Nikolaus Ferrara

        Cominciamo prima a non fare confusione con riserva frazionaria e signoraggio che sono due cose completamente diverse.
        Il signoraggio rappresenta il guadagno da parte della banca centrale per il costo dello stampaggio.
        La riserva frazionaria è quella descritta da Patrizia.
        Che il solo 2% sia una misera cifra come copertura questo è chiaro ma francamente non credo che questo provochi inflazione (non ne ho la certezza) poiché i soldi prestati sono virtuali e non reali.
        Esiste invece il problema che se tutti, allo stesso tempo, ritirassimo i nostri risparmi questo non potrebbe accadere.
        Questo problema si pone anche quando si creano monete alternative, si gioca sul fatto che non tutti ritirano nello stesso tempo.
        circa un’ora fa · Mi piace
      • Patrizia Merolle

        grazie Nickolaus..ma si che prestare fino a 250 volte denaro fittizio scommentendo sulla caacita di rimborso dei debitori provoca inflazione..l inflazione non e in se una cosa negativa tranne in periodi di crisi economiche..quando le capacita di rimborso calano pericolosamente..i soldi dei debiti esageratamente prestati non tornano…anche la banca di francia ha spiegato quel che noi in francia in effetti non chiamiamo signoraggio ma riserva frazionaria..e truffa anche!http://studimonetari.org/articoli/riservafrazionariaduepercento.html
        circa un’ora fa · Mi piace
      • Vincenzo RubertoPer cortesia leggete il regolamento del gruppo.

        circa un’ora fa · Mi piace
      • Patrizia Merollesi e dov ‘e che contravveniamo al regolamento..Maurice allais e stiglitz non sonocapaci di rigore scientifico?

        circa un’ora fa · Mi piace
      • Patrizia Merolle

        NUOVO ACCORDO DI BASILEA II
        Il Nuovo Accordo sui requisiti minimi di capitale firmato a Basilea, meglio noto come Basilea II, è un accordo internazionale di vigilanza prudenziale, riguardante i requisiti patrimoniali delle banche. In base a tale accordo, maturato nell’ambito del Comitato di Basilea, le banche dei Paesi aderenti dovranno accantonare quote di capitale in proporzione al rischio derivante dai rapporti di credito assunti, valutato attraverso lo strumento del rating.
        L’accordo è strutturato in tre “pilastri”:
        1. Requisiti patrimoniali;
        2. Controllo delle Autorità di vigilanza;
        3. Disciplina di mercato e Trasparenza.
        Il testo dell’accordo ha visto la sua versione definitiva nel giugno del 2004 ed è entrato in vigore nel gennaio 2007, con una proroga di un anno concessa alle banche che hanno adottato il metodo advanced. A seguito della crisi finanziaria che ha colpito alcuni importanti istituti di credito, è allo studio una possibile nuova versione dell’accordo (Basilea III).
        A partire dagli anni novanta numerosi istituti di credito hanno sofferto degli effetti di una gestione poco prudente del credito: questo ha reso evidente che esistevano alcune pesanti tare all’interno del quadro normativo grazie a cui le banche valutavano i rischi delle aziende cui accettavano di aprire un credito. Era, in altri termini, diventato obsoleto il modo di valutare se l’impresa che chiedeva un credito sarebbe stata in grado di ripagarlo, entro quanto e quanto reddito avrebbe generato. L’accordo esistente sull’argomento, il Basilea I, risultò incentrato su una visione semplificata dell’attività bancaria e della rischiosità delle aziende.
        Inizialmente, la principale preoccupazione dei partecipanti al Gruppo Basilea II fu la salvaguardia della stabilità del settore bancario, perno attorno al quale ruotano le economie mondiali: la logica del nuovo accordo ruota intorno all’idea che le banche non debbano assumere rischi eccessivi e debbano tutelarsi da quelli che si prendono.
        Basilea II ha come intento manifesto quello di assicurare una stabilità al sistema bancario, stabilità in funzione del sistema economico che oggi ha continua necessità di capitali per investire in ricerca e sviluppo. Ha inoltre lo scopo di generare un legame del tutto diverso tra banca e impresa, fondato su fiducia reciproca, informazioni reali, da aggiornarsi continuamente, vincolate alla effettiva capacità di produrre reddito in prospettiva di una crescita futura e non solo degli obiettivi a breve termine.
        L’atteggiamento che le banche dovranno adottare va in direzione di una maggiore responsabilità, sia nei confronti delle aziende, sia nei confronti dei risparmiatori. Il sistema economico italiano, in particolare, ha bisogno di una maggiore intersezione tra banche, imprese e risparmiatori per dischiudere molte potenzialità.
        Basilea II imponeva un limite al livello di rischiosità dei prestiti, e al di sotto di una certa soglia di rischio non poneva restrizioni alla quantità di denaro che un istituto di credito può erogare.
        In Europa sono rimasti in vigore altre normative che ponevano un limite assoluto alla quantità di denaro che una banca può prestare, al di là del profilo di rischio degli investimenti, quali la riserva frazionaria e un rapporto fra crediti erogati e patrimonio di vigilanza.
        Su pressione dell’Unione Europea, il 28 aprile 2004 le cinque maggiori banche del settore si riunirono – con l’ausilio dell’allora capo della Goldman-Sachs e futuro Segretario del Tesoro Hank Paulson – e lanciarono una proposta al capo della SEC di allora, William Donaldson (nominato da George Bush), ex banchiere d’investimento. Le banche proposero di accettare nuove norme che impedissero loro di intraprendere iniziative troppo rischiose, se avessero ottenuto in cambio la rimozione di qualsiasi limite alla quantità di prestiti che volessero effettuare. Donaldson diede il suo assenso alla proposta, e le nuove norme furono sufficienti a far sì che l’Unione Europea ritirasse la minaccia di imporre proprie regole alle operazioni estere delle banche statunitensi, secondo il principio dell’ home country control.
        Nodo fondamentale del problema risultò essere che l’accordo Basilea I valutava le aziende in base a requisiti molto semplificati: da quanto tempo esisteva un certa ditta, che patrimonio possedeva, quale ragione sociale. In una parola Basilea I si limitava a prendere atto della “storia” patrimoniale di una ditta, e della capacità attuale di rimborso della stessa, senza avere la possibilità di valutare se, quanto e in quanto tempo la ditta avrebbe generato reddito. Questo induceva un notevole immobilismo e penalizzava fortemente tutta una serie di settori e di investimenti, primi fra tutti quelli sull’innovazione e sulla ricerca.
        Era quindi necessario elaborare una struttura di analisi molto più sofisticata per potere comprendere la realtà del mercato, che negli anni era notevolmente cambiata. Inoltre le banche si resero conto che il loro ruolo di semplici prestatori andava evoluto in un ruolo di maggior responsabilità, cooperazione e integrazione tra impresa e istituto di credito, se si desiderava che il mercato non stagnasse, ma continuasse a crescere in modo realmente produttivo.
        Gli accordi hanno elevato la riserva frazionaria delle banche all’8% e fissato il coefficiente di salvaguardia sempre all’8%. Le sofferenze (ossia crediti inesigibili) delle maggiori banche italiane sono al di sopra della media europea che è dell’1.1%. Gli accordi di Basilea II hanno fissato il coefficiente di solvibilità all’8%. Tale coefficiente fissa l’ammontare minimo di capitale che le banche devono possedere in rapporto al complesso delle attività ponderate in base al loro rischio creditizio. In altri termini è una frazione il cui numeratore è dato dall’ammontare di patrimonio di cui dispone una banca ed il denominatore dall’ammontare delle attività ponderate per classi di rischio. Se si considera invece il rapporto tra attivo ponderato e patrimonio di vigilanza il valore richiesto dagli accordi di Basilea II sale a 12,5%.
        I requisiti minimi patrimoniali devono coprire le perdite inattese dovute a tre rischi:
        • Rischio di credito
        • Rischio di mercato
        • Rischio operativo, che ne rappresenta la maggiore novità.
        • frode esterna – esempi:furto, contraffazione, falsificazione, emissione di assegni a, interruzioni nell’erogazione di utenze;
        • conformità esecutiva e procedurale – esempi: errata immissione di dati, gestione inadeguata delle garanzie, documentazione legale incompleta, indebito accesso consentito a conti di clienti, inadempimenti di controparti non clienti, controversie legali con fornitori.
        circa un’ora fa · Mi piace
      • Patrizia Merollela riserva frazionaria esiste!!

        circa un’ora fa · Mi piace
      • Patrizia Merollebuonanotte!;=

        circa un’ora fa · Mi piace
      • Vincenzo RubertoBuonanotte.

        circa un’ora fa · Mi piace
      • Nikolaus Ferrara

        Patrizia, non sono un economista quindi non conosco che tipo di effetto questo possa portare nel sistema.
        Ma se i prestiti vengono concessi alle aziende e alle famiglie non credo sia un problema perché questo produce denaro a credito totalmente svincolato dalle regole della moneta legale.
        Il problema potrebbe sorgere se le banche comprano i titoli di stato e non riescono a piazzarli, allora si che questo creerebbe un vortice pericoloso … Ma a questo punto dovrebbe essere la stessa banca centrale a non permettere questo … se questo accade significa che c’è connivenza.
        circa un’ora fa · Mi piace
      • Nikolaus FerraraBuonanotte a tutti Voi.

        circa un’ora fa · Mi piace
      • Patrizia Merolle

        nikolaus se leggi l analisi dl premio nobel maurice allais e ti informi bene capiarai che iniettare fino a 50 volte suun prestito moneta fittizia porta valute solo alle banche che riscuottono gli interessi ma sono nell incapacita di restituire soldi a chi ha prestato perche questi soldi ..questa massa incontrollata prestata anche tra banche via la titrizzazione(titrisation) e creata ex nihilo(dal nulla) e nanche le banche ci si perdono parcio ora è per questo motivo che le banche non si prestano piu i titoli a vicenda e le obligazioni
        circa un’ora fa · Mi piace
      • Lino Cibernetico Tufano

        Vincenzo Ruberto a me non pare che questo gruppo sia signoraggisti contro anti-signoraggisti. Quindi trovo pertinenti sia le tesi di Patrizia Merolle che la risposta molto precisa di Nikolaus Ferrara. Vorrei solo aggiungere alcune considerazioni che risiedono nella matematica algebrica: La matematica algebrica -come è noto- non usa i numeri ma le lettere. Ora non importa se un argomento viene chiamato “a” o “b” ma importa come è implementato lo spazio algebrico, ossia le regole.

        Quindi -come Nikolaus Ferrara- invito a non confondere il signoraggio che è il diritto sulla stampa o tassazione per l’introduzione di moneta ex novo, con le questioni sulla riserva frazionaria.

        Sulla riserva frazionaria, c’è da aggiungere una cosa molto semplice: prestare dei soldi lasciati in deposito è una delle cose più antiche che riguardano la moneta e non è affatto una questione strana.

        Anzi è il mezzo con cui chi prestava o presta denaro è di dare interessi su chi ha depositato dei soldi.

        Il problema invece è sulle giacenze dette anche “riserve”.

        Se infatti si capisce che un deposito di 100 euro consente ad una banca di prestare un massimo di 5000 euro (in ipotesi di riserva fraz. del 2%) si capisce anche che se la banca non ha sufficienti riserve potrebbe trovarsi in difficoltà a oscillazioni del contante che -però- normalmente si può fare anche prestare.

        Le formule sono qui:
        http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_frazionaria

        C’è un altro fatto importante da sottolineare: normalmente i clienti non si tengono tutto il capitale in tasca e quindi la riserva frazionaria è una sorta di moltiplicatore perché difficilmente (eccettuata la crisi del 1929) le banche si troveranno a restituire tutti i depositi.

        Infine c’è la questione del fattore tempo: il prestito per un mutuo è scaglionato nel tempo come restituzione e sebbene dovrà essere coperto da chi ne usufruisce questo avviene in un periodo ampio e quindi la banca sarà coperta non subito, mentre lo spostamento del prestito da chi ha preso il mutuo a un nuovo depositante avviene sul breve periodo, e ciò può non portare scompensi solo se la movimentazione del contante è modesta.

        Facciamo un esempio con solo due passaggi:

        Piero(1) deposita cento euro in banca e la banca ha solo quei cento euro.

        La banca presta 98 euro a Giorgio(2) per un mutuo che Giorgio(2) restituirà gradualmente nel tempo. (sto applicando una riserva frazionaria del 2%).

        Giorgio(2) da i sui 98 euro che ha preso in banca per pagare l’atto di compravendita della casa a Carmelo(3).

        Carmelo(3) prende i soldi con cui ha venduto la casa e li mette in banca.

        Ora la banca ha dei depositi teorici di 100+98 euro
        I primi 100 li ha avuti da Piero(1) e i secondi 98 da Carmelo (3).

        Quanto ha in cassa in realtà la banca?

        A questo momento ha 2+98 euro. E se Piero(1) volesse indietro tutti i suoi soldi potrebbe darglieli, ma se fa il 2% di 98 euro e si lascia in cassa in totale circa 4 euro (circa, ma esattamente: 2+1,96) corre il rischio che se sia Piero(1) che Carmelo(3) vogliono entrambe il primo 100 euro e il secondo 98 non avrebbe da potere ridare le cifre depositate.

        Se invece introduciamo il fattore tempo tanto da pensare che Giorgio(2) abbia avuto il tempo di restituire la cifra che sta pagando per il mutuo .. allora .. senzaltro la banca avrà recuperato il valore prestato, e avrà i 98 euro (più interessi) del primo depositante. E ciò sarà anche per tutti gli altri depositanti, ma dopo un tempo congruo.

        Invece sul breve periodo la banca non dispone delle cifre dei depositanti perché tende a reinvestirle subito, proprio per fare fruttare i depositi.

        Ma ciò genera una sorta di *scopertura* -rispetto al fattore tempo- che giustifica che si è introdotta una sorta di “emissione monetaria artificiale” (su wikipedia confermata al 5 mila% per ogni 100 euro depositati, in ipotesi di stare applicando ris. fraz. 2%, ovvero una banca con 100 euro in cassa -come ris- non può prestare più di 5000 euro).

        Da qui l’equivoco in cui spesso si incorre di confondere questa sorta di emissione monetaria -che è la applicazione della riserva frazionaria- con il concetto di signoraggio che invece non investe il concetto di emissione se non per gli oneri legati alla realizzazione fisica della moneta che viene emessa. cvd.

        it.wikipedia.org

        La riserva frazionaria è la percentuale dei depositi bancari che per legge la ba…Visualizza altro
        16 minuti fa · Mi piace · 1 ·
      • Lino Cibernetico TufanoPatrizia Merollevedrai che riusciamo anche a capirci: “la matematica non è una opinione.. dicunt” : – )

        6 minuti fa · Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...