Syria: I governativi riprendono Homs

 

fonte:
http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-20869412

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Le forze del governo della Siria riprendono il distretto di Homs.

Le forze governative siriane hanno spinto le forze ribelli fuori Deir Baalbeh distretto della città di Homs dopo diversi giorni di feroci combattimenti.

Un gruppo di attivisti ha detto che più di 200 civili sono stati uccisi dalle forze del regime dopo il combattimento, ma l’affermazione non può essere verificata in maniera indipendente.

Il bilancio delle vittime in Siria il sabato è stato segnalato per essere oltre 400.

La strategicamente importante città di Homs ha visto gran parte del combattimento più pesante nel conflitto che dura da 21 mesi in Siria.

I residenti di Deir Baalbeh erano circondati e forzati verso un impianto petrolchimico dove furono sommariamente giustiziati, secondo la versione dei comitati locali di coordinamento (LCC), un gruppo di opposizione con base in Siria.

Le donne e i bambini erano fra i morti, secondo il LCC.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR), un gruppo di attivisti con base nel Regno Unito, ha riferito violenze in Siria sabato scorso (29-12-2012), e violenze  anche nella periferia della capitale Damasco che hanno visto persistenti scontri nelle ultime settimane, siccome il governo tenta di annientare la presenza dei ribelli.

SOHR ha detto che non era stato in grado di raggiungere Deir Baalbeh per documentare le morti li occorse.

Rischio di ‘caos’

Le ultime violenze arrivano dopo che l’inviato di pace delle Nazioni Unite Lakhdar Brahimi aveva avvertito  -sabato scorso- il rischio di una situazione di “inferno” per la Siria se nessuna soluzione politica fosse stata negoziata per la soluzione della crisi.

Signor Brahimi, parlando dopo i colloqui con il ministro degli esteri russo, ha detto che il conflitto era diventato più militarizzato e settario.

Il conflitto anche rischia di portare il caos nella regione con i confinanti Libano e Giordania invasi dai profughi, ha affermato.

Signor Brahimi è arrivato al Cairo di domenica per colloqui con il presidente egiziano Mohamed Morsi.

Gruppi di opposizione affermano che più di 44.000 persone sono state uccise dal momento che le proteste contro il governo della Siria è cominciato nel marzo 2011.

All’inizio di questo mese, l’agenzia dell’ONU per i rifugiati ha detto che più di mezzo un milione siriani erano fuggiti nei paesi limitrofi.

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