La politica di distruggere i popoli con le tasse è una novità?

Date: Sun, 23 Dec 2012 10:04:12 +0100
From: il cetriolo volante <sorpresa@ahi>
Newsgroups: it.politica,it.economia
Subject: ridurre  i salari privati,

Lo scorso 14 dicembre il nostro ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, è volato a Washington ad incontrare il suo pari grado, Tim Geithner, e «investitori» finanziari non meglio identificati. Ad essi, secondo Il Corriere, Grilli ha spiegato il piano del governo Monti per ridurre un poco il debito pubblico, che Monti ha continuato a far salire rispetto al PIL, inarrestabile.

Come fare? Tranquilli, ha detto Grilli ai finanzieri esteri: «Il continuo aumento della disoccupazione spinge chi cerca un posto ad accettare compensi sempre minori pur di lavorare, ridando così un po’ di competitività di prezzo alle imprese». Le imprese italiane potranno dunque «ridurre i costi… del lavoro»

Ecco dunque il progetto di «rilancio» e «crescita» di Monti (e di Bersani :
Mettendo in competizione gli occupati con i disoccupati, costretti ad «accettare compensi sempre minori»…..

A parte l’odiosità morale, è il caso di avvertire che proprio questa «soluzione» fu quella che stroncò definitivamente l’economia della repubblica di Weimar (1919-1933), e fece sì che i tedeschi votassero il NSDAP e la facessero finita col liberismo. Non fu infatti l’iper-inflazione, come alcuni credono, a provocare il rigetto della democrazia; l’inflazione tedesca, benché atroce per la classe media, era già finita nel 1923, e l’istituzione pluralista durò ancora 10 anni. A provocare il tracollo fu invece la deflazione, unita alla recessione, provocata da programmi di «austerità» rigorosi secondo l’ortodossia liberista, e infine il taglio dei salari privati ordinato per decreto dal cancelliere Heinrich Bruening.

continua:
http://www.rischiocalcolato.it/2012/12/mario-monti-weimar-reloaded-maurizio-blondet.html

Il 23/12/2012 12:47, Quesnay F. ha scritto:

Il 23/12/2012 10:04, il cetriolo volante ha scritto:
> Lo scorso 14 dicembre il nostro ministro dell’Economia, Vittorio Grilli,
> è volato a Washington ad incontrare il suo pari grado, Tim Geithner, e
> «investitori» finanziari non meglio identificati. Ad essi, secondo Il
> Corriere, Grilli ha spiegato il piano del governo Monti per ridurre un
> poco il debito pubblico, che Monti ha continuato a far salire rispetto
> al PIL, inarrestabile.
>
>   Come fare? Tranquilli, ha detto Grilli ai finanzieri esteri: «Il
> continuo aumento della disoccupazione spinge chi cerca un posto ad
> accettare compensi sempre minori pur di lavorare, ridando così un po’ di
> competitività di prezzo alle imprese». Le imprese italiane potranno
> dunque «ridurre i costi… del lavoro»
>
> Ecco dunque il progetto di «rilancio» e «crescita» di Monti (e di Bersani :
> Mettendo in competizione gli occupati con i disoccupati, costretti ad
> «accettare compensi sempre minori»…..

Quesnay F.:
Se i prezzi si aggiustassero di conseguenza, potrebbe anche funzionare. Il problema è che, storicamente, questo non avviene.
Da un punto di vista “oggettivo” ciò significa che non ci sarà alcun effetto sulla domanda aggregata (componente consumi) e … ploff (rumore dello stronzo che cade nel cesso) … l’economia si avvita su se stessa in una spirale recessiva.

>
> A parte l’odiosità morale, è il caso di avvertire che proprio questa
> «soluzione» fu quella che stroncò definitivamente l’economia della
> repubblica di Weimar (1919-1933), e fece sì che i tedeschi votassero il
> NSDAP e la facessero finita col liberismo. Non fu infatti
> l’iper-inflazione, come alcuni credono, a provocare il rigetto della
> democrazia; l’inflazione tedesca, benché atroce per la classe media, era
> già finita nel 1923, e l’istituzione pluralista durò ancora 10 anni. A
> provocare il tracollo fu invece la deflazione, unita alla recessione,
> provocata da programmi di «austerità» rigorosi secondo l’ortodossia
> liberista, e infine il taglio dei salari privati ordinato per decreto
> dal cancelliere Heinrich Bruening.

Quesnay F:
Bruening (lauerato con una tesi sulle implicazioni economico-finanziarie della nazionalizzazione delle ferrovie inglesi) aveva un background culturale e professionale straordinariamente simile a quello di Monti, anche lui chiamato dal presidente Hindemburg (per inciso, all’epoca, anche considerata l’età media in Europa, un vecchio trombone come Napolitano) per risanare la repubblica di Weimar. I provvedimenti sono stati molto simili a quelli del nostro Monti nazionale: tagli di bilancio, rigore e nessuna politica industriale. Proprio un Monti ante litteram. O meglio, Monti si vede che non ne conosce le gesta e i nefasti effetti (premessa, per i marginalisti integralisti come Monti le leggi economiche sono come quelle fisiche: valgono in qualsiasi epoca storica, quindi non ha alcuna scusante).
Beh… gli anticorpi li abbiamo, ma alla fine la gente guarda al portafoglio non agli ideali astratti. Quindi… direi che sì… forse il pericolo esiste, ma l’uomo del destino dovrebbe avere una rete molto più estesa, oggi, …. estesa all’intera Europa.

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