“ZURIGO 11”, LA SIGLA VELENOSA DEL RICATTO AL PROFESSORE (Fabrizio d’Esposito – il fatto quotidiano 23.12.2012)

Un antefatto:
alla rassegna stampa di rainews stamattina 23 dicembre 2012, il direttore Corradino Mineo cita molto di taglio come notizia de “il fatto quotidiano”, la notizia esisterebbe un dossier denominato “ZURIGO 11” che tratterebbe della esistenza di conti in Svizzera di Mario Monti. STOP.

Incuriosito della notizia, ma con la impostazione che una notizia VA VERIFICATA, inizio la mi ricerca sul web .. chi lo dice? quali pezze di appoggio porta? .. “il fatto quotidiano on line” cita _veramente_ la notizia?

Bene, ad ora 12:33 del 23.12.2012 non vi è traccia sul fatto quotidiano on line, e sul quotidiano “Giornalettismo” è citata già nel titolo come “bufala”
ecco il link:
http://www.giornalettismo.com/archives/676389/mario-monti-e-la-bufala-del-conto-da-11-milioni-in-svizzera/

Sarà così? .. non sarà così? .. e reduci da innumerevoli ricerche (come nostro id) continuiamo a scavare .. e troviamo l’articolo incolpato che troviamo però da un blog che lo riprende, eccolo:
http://triskel182.wordpress.com/2012/12/23/zurigo-11-la-sigla-velenosa-del-ricatto-al-professore-fabrizio-desposito/

Onde evitare scomprase premature consiglio ai bloggers che fanno controinformazione di salvarlo (non si sa mai) come faccio anche io. E lo riporto qui di seguito non prima di avere notato un fatto non evidente:

NON FIDATEVI DELLA SUPERFICIE DEI FATTI PERCHE’ I MASS MEDIA STANNO ALTERNANDO LE NEWS.

Qualche esempio a dovere di cronaca che dovete verificare?

Ad esempio-1: il fatto che in Siria “si auto-bombardino” e che il solo governo autorevole sarebbe quello dei contractors(*) ingaggiati con armi sofisticate tanto da disporre di “contraerea” e “missili “terra aria” come semplici popolai perseguitati da Assad. Si sta ripetendo -a nostro avviso- una dinamica di demonizzazione di un governo legittimo come nel caso dell’Irak, come nel caso della Lidia, per procedere infine a “bombardamenti umanitari” (**) per un processo imperiale in cui paese dopo paese ci si dovrebbe allienare alla NATO, oppure essere considerati governi illegittimi.
(*)
http://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_militare_privata
(**) La libia aveva un Accordo di Pace e di difesa specifica in caso di guerra signato dal governo italiano sotto Berlusconi ed erano andati a Gheddafi 5 miliardi di euro da parte dell’Italia come risarcimento per i danni della seconda guerra mondiale.
(***) Armi USA in Siria (da BBC news):
https://partitoviola.wordpress.com/2012/10/24/russia-i-ribelli-in-siria-hanno-armi-made-in-usa/

Ad esempio-2: il fatto che in Argentina si da notizia -dopo avere cancellato l’Argentina per anni dai tg- che vi sono “assalti ai supermercati” e ciò testimonerebbe che la politica di riconquista della moneta e della crescita Argentina non è uno scanario di Keynes abilitabile poiché la inflazione si starebbe mangiando vivi gli argentini ..(*i)
(*i)
http://www.repubblica.it/online/mondo/argentinauno/argentinauno/argentinauno.html

E’ così?

Oppure i focolai in cui sono assaltati alcuni negozi e in cui si ruba non pane e cibo ma televisori al plasma sono anche essi sotto i contractors che devono fare pentire l’Argentina di avere nazionalizzato -grazie alla moneta sovrana- il settore del petrolio e l’Argentina deve essere mostrata come un paese da temere anziché una scuola economica che non mostra tassazione MA CRESCITA?
(*ii)
http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/09/la-guerra-tra-le-due-cristine-e.html

ma torniamo al dossier Zurigo 11 come scritto da Fabrizio d’Esposito e vediamo come la racconta lui:


http://triskel182.wordpress.com/2012/12/23/zurigo-11-la-sigla-velenosa-del-ricatto-al-professore-fabrizio-desposito/
cit:

Interno Montecitorio, venerdì scorso. È l’ultimo giorno della legislatura, c’è il voto finale sulla legge di stabilità e il Professore è pronto per andare al Quirinale e dimettersi. Ma a scuotere i capannelli dei deputati è il tam tam insistente sul probabile no di Mario Monti alla candidatura a premier del centro moderato di Montezemolo, Riccardi, Passera, Casini e Fini. Un colpo di scena, o quasi. Dopo lo sprint iniziale per “scendere in campo”, il premier sembra bloccarsi e fare un passo indietro. Che cosa è successo? SI CITANO sondaggi scoraggianti, il pressing asfissiante di Colle e Pd, finanche il braccio di ferro tra Monti e i suoi “partiti” sulla lista unica senza riciclati e vecchi arnesi provenienti dalla Prima Repubblica. Un deputato vicinissimo a Casini, scuro in volto, corre in aula e affida al cronista una frase ambigua e smarrita allo stesso tempo: “Non ci stiamo capendo più nulla, stiamo impazzendo”. La politica, come ripete spesso Paolo Cirino Pomicino, “una scienza esatta”. Perché, dunque, ricondurla a una dimensione di impazzimento come fanno i montiani del centro parlamentare, e proprio in riferimento alla personalità quadrata e taciturna del Professore bocconiano? Un tentativo di spiegazione arriva da un divanetto. Ci sono seduti due finiani di rango, un tempo noti. Sibilano: “Berlusconi sta spaventando Monti con il metodo Boffo”. Ossia la fatidica macchina del fango che fece dimettere il direttore diAvve nire e poi lanciò la campagna della casa di Montecarlo contro il presidente della Camera. E qui si arriva al cuore dei veleni che circolano sull’improvviso dietrofront del Monti politico, non più tecnico super partes. Il fango scorre tra i banchi del Pdl. Da lì rimbalza la voce (calunniosa, almeno fino a prova contraria) che vari peones riferiscono, con la presunta garanzia di autorevolissimi ex ministri berlusconiani: “Monti ha un conto di undici milioni di euro in Svizzera”. Si aggiunge il nome della città: Zurigo. La sintesi che va di bocca in bocca è sarcastica: “Chiamate Zurigo 11”. La sigla di un taxi. Quello su cui il premier alla fine sarebbe salito per scappare dalle offerte di centristi vecchi e nuovi. E giù sorrisi di compiacimento per questo veleno che ammorba l’ultimo giorno di una legislatura pessima, tra ricatti, compravendite di parlamentari e arresti (Alfonso Papa e Luigi Lusi). C’era da aspettarselo. LA STORIA calunniosa di Zurigo 11, a detta di vari deputati del centrodestra, nasce dalla complessa trattativa tra il governo tecnico e la Svizzera per i capitali italiani, tra i 120 e i 150 miliardi di euro, depositati nel paradiso fiscale più famoso del mondo. Non solo. Nel gioco dei veleni incrociati c’è anche chi, nel Pdl, addebita questa voce ai nemici del Pd, anche per depistare. Il risultato è una nube tossica che vomita fango ovunque: “Zurigo 11 fa parte del pacchetto di minacce del centrosinistra a Monti. L’amba – sciatore è Tizio”. “Tizio” (lo chiamiamo noi così) è un esperto deputato democratico, che ha ricoperto delicati incarichi nel partito. C’è anche un’altra versione in cui Tizio viene citato: “Tizio e Caio passeggiano a braccetto e stanno avvertendo i deputati dell’Udc: Berlusconi sta accumulando un’ampia documentazione su Monti”. Si ritorna al metodo Boffo. Dossier su dossier. “Caio”, invece, è un ex leader di primo piano del Pd. Palazzo Chigi smentisce nettamente qualunque voce su conti esteri del Professore. Gli esegeti del fango strumentalizzano pure due frasi di Bersani contro l’ipotesi di Monti candidato premier dei moderati. La prima: “Io non farò campagna elettorale contro Monti ma quando il paesaggio cambia, cambiano le dinamiche. In campagna elettorale le dinamiche che scattano sono altre”. Le allusioni riguardano le “dina – miche”. Quali? La seconda: “Se vinciamo faremo subito una legge severa sul conflitto d’in – teressi”. Traducono alcuni esponenti del Pdl: “Siamo sicuri che si riferisse a Berlusconi e non a Monti, già consulente di banche internazionali?”. A venire allo scoperto, però, sono soprattutto gli avvertimenti del Pdl, di cui il Fatto scrive a pagina due. Quello che è certo è che da mercoledì pomeriggio il destino di Monti è come impazzito. Al mattino, il vertice politico con Casini, Cesa, Riccardi e Montezemolo a Palazzo Chigi, requisito per una riunione di coalizione. Poi l’accelerazione del leader dell’Udc: “Monti in cuor suo ha già deciso”. Al pomeriggio la frenata del ministro Riccardi, custode dell’ortodossia montiana: “Monti sta riflettendo non ha deciso ancora”. In privato il ministro confida ai suoi fedelissimi: “Il Professore sta subendo tantissime pressioni per non candidarsi”. Giovedì e venerdì, infine, i giorni del progressivo ripensamento. Oggi per fortuna qualcosa dirà.

Da Il Fatto Quotidiano del 23/12/2012.

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