L’editto di Milanello di Marco Travaglio – Il F.Q. 9/12/2012

il ritorno di Berlusconi il 6 6+6 2012

il ritorno di Berlusconi il 6 6+6 2012

L’editto di Milanello
di Marco Travaglio –
Il F.Q. 9/12/2012

Diceva Karl Marx che le tragedie della storia
si ripetono sempre, ma in forma di
farsa.

Ma in che forma si ripetono le farse, in
un paese dove nulla è mai serio?

Vent’anni fa
il cinquantaseienne Silvio B. inaugurava un
supermercato Standa a Casalecchio di Reno e
lanciava il suo primo proclama politico per
salvare la Fininvest dal tracollo finanziario e se
stesso dalla galera: “Come sindaco di Roma,
tra Fini e Rutelli, voterei Fini”.

Era l’annuncio
dell’alleanza a geometrie variabili, con An nel
Centro-Sud e con la Lega al Nord, che di lì a
quattro mesi avrebbe regalato la vittoria al suo
partito chiamato come un coro da stadio: Forza
Italia. Ora il settantaseienne Silvio B. ha gli
stessi due problemi di allora: Mediaset rischia
il tracollo finanziario e lui la galera.

Così ha
scelto un altro luogo simbolico per una certa
Italia, per annunciare la ridiscesa in campo: il
prato di Milanello.

L’arma segreta non è un
mirabolante programma di riforme, tanto
non ci crederebbe nessuno e comunque interesserebbe
a pochi intimi: ma l’acquisto di
Balotelli, che si aggiunge al colpaccio Briatore.

Il resto sarà una campagna elettorale tutta in
tv, con qualche ritocco sui bersagli: al posto
dei comunisti, la Merkel e l’euro; al posto delle
toghe rosse (quelle le combattono già Napolitano
e Violante), Monti e le sue tasse.

Il fatto
che l’euro sia entrato in vigore nel 2002, sotto
il governo Berlusconi-2, se lo sono scordato
tutti.

Il fatto che il Pdl stia nel Ppe con la Cdu
della Merkel, è un dettaglio per amatori.

Il fatto che il Pdl abbia votato tutti i decreti di
Monti, chi se ne ricorda?

Ciò che conta è
smarcarsi dal governo tecnico, facendo finta
che sia caduto per merito di B. e lasciando
Bersani e Casini col cerino in mano.

La gente,
la sua gente, abboccherà: anche i berlusconiani
più critici e delusi, quelli non ancora
fuggiti verso Grillo o l’astensione, di fronte
all’alternativa “volete ancora più tasse con
Bersani e Vendola o il nemico pubblico numero
uno delle tasse tent’è che s’è beccato 4
anni in primo grado per evasione fiscale?”,
torneranno all’ovile rassegnati: aridatece er
puzzone.

E saranno senz’altro più numerosi di
quelli che avrebbero preferito Alfano (diciamo
la verità: non esiste in natura un solo fan di
Alfano, nemmeno tra i parenti stretti, se si
escludono decine di giornalisti servi che per
mesi hanno eretto monumenti equestri ad
Angelino Jolie, scolpito nel marmo come Giovanni
dalle Bande Nere).

Sono gente di bocca
buona e stomaco forte, oltreché di memoria
corta: gente che, con questi chiari di luna,
bada al sodo e al soldo e se ne infischia del
conflitto d’interessi, delle leggi vergogna e del
Porcellum.

Anche perché l’Allegro Squadrone
di Bersani & C. ha ripetuto fino alla noia che
bisogna risolvere il conflitto d’interessi, abolire
le leggi vergogna e cancellare il Porcellum,
e non ci ha mai neppure provato.

L’unica differenza
rispetto a vent’anni fa è che il Cavaliere
Dimezzato sa benissimo che non tornerà
mai più a Palazzo Chigi, né andrà al
Quirinale (che rabbia: proprio adesso che il
Presidente, grazie alla Consulta, è più intoccabile
del Re Sole).

Ma, se tutto va male, cioè
bene per lui, le elezioni non le vincerà nessuno.

Non perché il Pd non abbia tutti i numeri
per essere il primo partito: forse il distacco
di 15 punti nei sondaggi è talmente
incolmabile che anche dei perditori professionisti
come quelli della sinistra italiana faticheranno
a mangiarselo in tre mesi.

Ma perché, proprio grazie al Porcellum, Bersani e
Vendola potrebbero non avere la maggioranza
in Senato nemmeno se prendessero il 40%
dei voti.

A quel punto, per fare un governo,
dovrebbero chiedere aiuto a Grillo o a B.

E Grillo ha già detto che non appoggerà nessuno:
dunque non resterebbe che B.

Che ancora una volta sarebbe decisivo.

In cambio di cosa, ci pare quasi di intuirlo.

Commento:

Travaglio quindi ipotizza uno scenario di “inciucio” programmato per il dopo elezioni in cui il cerino acceso è lasciato alla cosiddetta “sinistra” poi aiutata a riformarsi nel MONOBLOCCO PD+PDL+UDC  con Vendola che fa sempre il turista in vacanza che non sa o meglio non vuole sapere chi sono i suoi “compagni di merende”.

Mi sembra che Travaglio e chi da per scontato il ri-formarsi del “monoblocco” fa i conti senza l’Oste.

L’Oste non è tanto il Grillo che vuole parlare solo lui, in un nuovo fascismo di tipo “io so io e voi non siete un cazzo”, perché chi lo conosce già oggi lo evita, ma le basi dei movimenti che non sono solo il terremoto che è sotto le scarpe di Grillo, ma anche dei De Magistris (con l’ipotesi Arancioni) e di quanti non capiscano che c’è uno strano allineamento di NOVITA’ in un nuovo stato coscienziale diffuso nella politica dei movimenti di BASE.

Uno dei fenomeni più interesanti -a parte il movimento “viola”- che per ora pare recitare il ruolo “e le stelle stanno a guardare” .. è il movimento di “SI’ SIAMO ITALIA” dell’avvocato Paola Musu.

http://www.facebook.com/pages/LISTA-SI-SIAMO-ITALIA/496712470373309

Io personalmente ho una grandissima stima della persona, e spero che sappia aprire il suo movimento ad una partecipazione veramente orizzontale senza paura di colonizzazioni.

Se lo farà veramente e senza le furbizie di Grillo/Casaleggio saranno cazzi amari per la CASTA e sarà il segnale che non servono “pirati” ma persone che ambiscono a “la legge è uguale per tutti“, come è nella tradizione “Viola” che parte dalla tutela degli ultimi, poiché quando leggevamo sulle piazze di Italia la Costituzione .. i magistrati, gli avvocati, ci ricordavano che i poveri, gli ultimi, hanno bisogno della legge .. i potenti -in genere- derogano poiché hanno di “Bravi” di Don Rodrigo che vanno ad intimidire don Abbondio, dicendo che Renzo e Lucia non si possano sposare! (si veda i Promessi Sposi di Manzoni).

Un sincero augurio ANCHE ai grillini di potere decidere la loro linea politica senza subire decisioni dall’alto, di coloro “più uguali, garanti, autoproclamati leader” (vedi Orwell: la fattoria degli animali).

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