La MERDA: teatro o recupero del reale? [Silvia Gallerano e Ascanio Celestini]

Presentazione della attrice che interpreta il monologo:



Anteprima n1:

Anteprima n2:

articolo su “il fatto quotidiano:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/18/donna-nuda-sul-palco-pronta-a-tutto-e-merda-monologo-amato-allestero-che-torna-in/413264/

Commento:

Introdurrei un termine: ARCHETIPO.

Cosciente o meno, che sia ciascuno di noi, stiamo esplorando un concetto primigenio, quindi archetipico: la MERDA.

perché?

Che senso ha porsi il problema -oggi- della MERDA?

.. semplice .. basta guardarsi attorno e rendersi conto che -> SIAMO NELLA MERDA .. sarebbe meglio capire perché ..

Siamo nella merda perché tutti i sistemi di riferimenti etici sono crollati nella NEGAZIONE del diritto di esistere a partire dagli ultimi, quindi dai più indifesi.

E’ la reificazione della CRISI che ci fa osservare i valori BASALI, ossia di BASE, quelli che dovrebbero essere ovvi.

Abbiamo diritto alla merda?

Abbiamo diritto che il reale scorra dentro di noi e noi essere dei muta-forma che si relazionano con il reale con l’utopia di avere un carattere costante riconoscibile con una sua dignità e grazie a questa dignità ad esistere?

NON SI SA!

Si ipotizza, si prova ad offrire una riflessione sulla merda al pubblico perché il pubblico è abituato solo a relazionarsi con concetti di merda, in una vita di merda, senza un futuro che non sia di MERDA ..

E’ quindi stata compressa L’UTOPIA.

L’utopia che consente agli uomini, come genere umano (quindi sia uomini che donne) l’altezza dell’IDEA.
Ogni IDEA è UTOPIA prima di reificarsi, è quindi capacità di astrazione, desiderio di un futuro che sia anche grazie a quella idea, non puramente scontata, non puramente ripetitiva, NON -speriamo- senza apparente DIGNITA’, tanto per lasciarsi vivere, come se fossimo dei vegetali, che per -essi vegetali- hanno un istinto di BIOFILIA.

.. ma noi abbiamo cose da dire?

Oppure ci siamo abituati -dopo un duro esercizio- a sapere solo essere PASSIVI?

.. e lì la MERDA ci ricorda gli obblighi irrinunciabili, impositivi della MATERIA, che ci obbliga a liberarci del “di più”, di quello che una volta era nostro .. eppure ci abbandona .. come se la materia non fosse tutto .. e dovessimo dire cosa trattenere e cosa lasciare .. che senso dare a questo fluire .. partire .. forse morire .. almeno nelle parti abbandonate .. perché MERDA .. inutile?  .. o concime da cui nascono i fiori?

Ci sono mai cose trascurabili e perché disinteressarcene?

Forse proprio nel livello zero c’è la soluzione della nostra decadenza come genere umano che non trova ragioni del collasso MODALE che ci parla di ipotetica CRISI!

.. sì .. non ANDREBBE TRASCURATA  anche la merda .. e allora sapremmo vedere che c’è anche dell’altro che vale ..

more info (Ascanio Celestini sulla merda):

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