operazione “Pilastro della Difesa” .. è necessario sterminare i palestinesi?

operazione "Pilastro della Difesa" 14-11-2012

operazione “Pilastro della Difesa” 14-11-2012

Palestina-18-11-2012

Palestina-18-11-2012

Palestina-18-11-2012 Bambina sepolta dalle macerie nei bombardamenti

Palestina-18-11-2012 Bambina sepolta dalle macerie nei bombardamenti

Palestina-18-11-2012 Bambini dopo i bombardamenti

Palestina-18-11-2012 Bambini dopo i bombardamenti

Palestina-18-11-2012 Bambini dopo i bombardamenti

Palestina-18-11-2012 Bambini dopo i bombardamenti

Aggiornamento (Ultime Notizie – Ultim’ora) 16.07: Andrea Galy Gagliardi  Dieci civili, di cui sei bambini, sono morti a Gaza in un attacco aereo da parte di Israele. E’ stata colpita una palazzina di tre piani. Le vittime sono sei bambini, tre donne e un uomo. Lo riferiscono fonti mediche locali. E’ il bilancio più alto in un singolo attacco in cinque giorni di combattimenti. I soccorsi sono sul posto. Si cercano altre persone che potrebbero essere rimaste intrappolate nelle macerie.

Capire Gaza, capire Israele
  Jerusalem Post
La recente escalation di attacchi sul sud di Israele è stata innescata
da terroristi della striscia di Gaza, verosimilmente affiliati alla Jihad
Islamica palestinese, quando sabato scorso hanno sparato un razzo anti-carro
contro una jeep delle Forze di Difesa israeliane in normale servizio di
pattuglia sul versante israeliano del confine, nei pressi del kibbutz Nahal
Oz. I quattro soldati della Brigata Givati a bordo della jeep sono rimasti
feriti, uno in modo molto grave (versa ancora in pericolo di vita e rischia
di perdere la vista).
Dopo quell’attacco condotto totalmente a freddo, più di 150 fra razzi
e colpi di mortaio palestinesi sono stati sparati contro centri civili del
sud di Israele come Ashdod, Ashkelon, Gan Yavne, Netivot, Sderot e altri.
Centinaia di migliaia di abitanti della zona – uomini donne e bambini –
vivono nella costante paura di essere colpiti da un razzo o da un proiettile
di mortaio.
Non è la prima volta che terroristi della striscia di Gaza controllata
da Hamas lanciano raffiche di attacchi prendendo deliberatamente di mira
civili israeliani. Gli abitanti del sud di Israele conoscono purtroppo molto
bene i mortai e i razzi Qassam e Grad sparati dalla vicina Gaza. Solo
dall’inizio di quest’anno sono stati sparati un migliaio di ordigni su città
e cittadine del sud di Israele. Quest’ultima escalation di attacchi ha
convinto molti, anche nel governo e nell’establishment della difesa, della
necessità che Israele ripristini la sua forza deterrente con una reazione
più decisa e determinata all’aggressività dei terroristi.
Lo Stato d’Israele – come ogni altro Stato sovrano – ha il dovere
morale di proteggere i propri cittadini dalle aggressioni del terrorismo.
Non a caso la responsabilità di proteggere i cittadini costituisce un
principio dell’Onu, adottato nel 2005 sulla scorta dei massacri in Rwanda,
fondato sul concetto che la sovranità non rappresenta solo un diritto, ma
anche una responsabilità. Se Israele non facesse tutto ciò che è in suo
potere per garantire agli abitanti nel sud la necessaria protezione dal
terrorismo estremista islamico, si macchierebbe di una grave inadempienza
anche sul piano del diritto internazionale. A quel punto la comunità
internazionale avrebbe l’obbligo di intervenire per garantire ai cittadini
israeliani la dovuta protezione dai terroristi che operano dalla striscia di
Gaza controllata da Hamas.
Purtroppo, però, troppi nella comunità internazionale non solo non
fanno nulla per fermare i terroristi che dalla striscia di Gaza prendono di
mira innocenti civili israeliani, ma si rifiutano anche solo di riconoscere
il fondamentale diritto d’Israele di difendere i suoi cittadini. Le
legittime operazioni militari israeliane – lanciate per contrastare gli
attacchi terroristici che partono dalla striscia di Gaza – vengono
falsamente descritte come atti d’aggressione non provocati.
Un esempio eclatante di questa tendenza nei consessi internazionali a
delegittimare moralmente il diritto di Israele all’autodifesa è dato dal
Rapporto Goldstone. Richard Goldstone e gli altri membri della commissione
di indagine nominata dal Consiglio Onu per i Diritti Umani, dopo l’operazione
anti-Hamas “piombo fuso” del gennaio 2009, accusarono ingiustamente i
militari israeliani d’aver intenzionalmente preso di mira i civili
palestinesi nella striscia di Gaza. Alcuni mesi dopo che il rapporto era
stato pubblicato e l’immagine d’Israele era stata diffamata, con un
editoriale apparso sul Washington Post Goldstone ammise che Israele “come
linea di condotta non ha preso intenzionalmente di mira i civili”. La
realtà, infatti, è che Israele fa tutto ciò che è in suo potere per evitare
di colpire civili nella striscia di Gaza, anche ricorrendo alle tecnologie
più avanzate e mettendo a repentaglio la vita dei propri soldati. Ma quando
Hamas e le altre organizzazioni terroristiche si mimetizzano di proposito da
civili, posizionano se stessi e le loro armi nei centri più popolati e usano
i civili come scudi umani, è chiaro che i civili rischiano di essere
colpiti. Troppo spesso queste morti tragiche e non volute vengono falsamente
descritte come “crimini di guerra” non solo da Hamas e dalle altre
organizzazioni terroristiche, ma anche da ong e agenzie Onu per i dritti
umani che in teoria dovrebbero essere “obiettive”, come la commissione
Goldstone.
Israele potrebbe essere sul punto di intraprendere un’altra operazione
militare nella striscia di Gaza con lo scopo di ripristinare la sua
deterrenza e proteggere gli abitanti del sud del paese dai terroristi di
Gaza. Se una tale operazione deve essere intrapresa, è necessario fare uno
sforzo per spiegare alla comunità internazionale come stanno le cose. Può
darsi che l’opinione mondiale sia prevenuta contro Israele, ma non si deve
abbandonare la speranza. Chiunque, nella comunità internazionale, abbia un
minimo di onestà intellettuale non potrà non riconoscere che, se soltanto i
palestinesi di Gaza abbandonassero la violenza e si riconciliassero con l’esistenza
di Israele, il conflitto finirebbe immediatamente.
(Da: Jerusalem Post, 12.11.12)

עם ישראל חי

Rocco Catalano su it.politica.internazionale:

L’autore del seguente articolo è ebreo, il suo nome è Stefano Sarfati Nahmad. E’stato pubblicato su “il Manifesto”. In occasione di “Piombo fuso”. Eccone la fedele riproduzione:

<< Hai fatto una strage di bambini e hai dato la colpa ai loro genitori dicendo che li hanno usati come scudi. Non so pensare a nulla di più infame. A distanza di una generazione in nome di ciò che hai subito, hai fatto lo stesso ad altri: li hai chiusi ermeticamente in un territorio, e hai iniziato ad ammazzarli con le armi più sofisticate, carri armati indistruttibili, elicotteri avveniristici, rischiarando di notte il cielo come se fosse giorno, per colpire meglio. Ma 688 morti palestinesi e 4 israeliani non sono una vittoria, sono una sconfitta per te e per l’umanità intera.
      Ascolta Israele!
      Io non rinnego la mia storia, la storia della mia famiglia, che è passata dalla Shoah. Però rinnego te, lo stato di Israele, perché hai creduto di poter fare valere il credito della Shoah per liberarti del popolo palestinese e occupare la sua terra. Ma non è così che vanno le cose, non è così la vita. Il popolo di Israele deve vivere di vita propria e non vivere della morte altrui.
     Ascolta Israele!
     Io non rinnego la mia storia, la storia della mia famiglia che è passata dalla shoah, ma io oggi sono palestinese. Io sto dalla parte del popolo palestinese e della sua eroica resistenza. Io sto con l’eroica resistenza delle donne palestinesi che hanno continuato a fare bambine e bambini palestinesi nei campi profughi, nei villaggi tagliati a metà dai muri che tu hai costruito, nei villaggi a cui hai sradicato gli ulivi, rubato la terra. Sto con le migliaia di palestinesi chiusi nelle tue prigioni per aver fatto resistenza al tuo piano di annessione.
    Ascolta Israele!
     Non ci sarà Israele senza Palestina ma potrà esserci Palestina senza Israele, perché il tuo credito, ormai completamente prosciugato dalla tua folle e suicida politica, non era nei confronti del popolo palestinese, che contro di te non aveva alzato un dito, ma era nei confronti del popolo tedesco, italiano, polacco, francese, ungherese e in generale europeo; ed è colpevole la sua inazione.
    Ascolta Israele, ascolta questi nomi: Deir Yassin, Tel-al-Zaatar, Sabra e Chatila, Gaza. Sono alcuni nomi,
    iscritti nella storia, che verranno fuori ogni qualvolta si vedrà alla voce: Israele>>.

Lino Cibernetico su it.politica.internazionale:

Io dico che il torto sta da entrambe le parti, anche se non ha lo stesso peso.

L’attuale dirigenza in Israele ha la colpa di non progettare la pace ma i campi di sterminio.

L’attuale dirigenza in Palestina ha la colpa di accettare di volere restare in un campo di sterminio senza amare i propri figli e portarli -quindi- (se li amasse) altrove, là dove si sia capaci di “amare gli altri come se stessi”, e NON rimanere lì -in Palestina- a farsi massacrare demonizzando chi comanda oggi in Israele come fosse l’unico colpevole.

Scappate da questo orrore perché la chiave di quel lager esiste, e lasciate i vostri massacratori alla loro scelta di vivere del “mors tua vita mea”, alla loro scelta di vivere di odio.

Il 18/11/2012 14:44, L ha scritto:

qui spiega come sono andati i fatti (chi ha iniziato?):
http://it.finance.yahoo.com/notizie/escalation-israele-gaza-razzo-lanciato-da-gaza-colpisce-165600502.html

Qui spiega il vero perché c’è il conflitto attuale:
http://www.huffingtonpost.it/2012/11/15/linviato-palestinese-allo_n_2139314.html?utm_hp_ref=italy#slide=1762169

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