“nel 2008 Beppe diceva che le elezioni erano illegali perché le liste erano state compilate dai segretari dei partiti”

PREOCCUPAZIONI SUL METODO DI SCELTA DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE
cit:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/11/lavoro-e-famiglia-preoccupazioni-sul-metodo-di-scelta-dei-candidati-alle-politiche.html#_logout

Caro Beppe, caro Gianroberto, cari membri dello staff, vi scriviamo per esprimervi le nostre preoccupazioni riguardo le modalità da voi scelte per la formazione delle liste nazionali. Premettiamo che vi riconosciamo tutti i meriti per l’ottimo lavoro svolto finora su tutto il territorio nazionale, i cui frutti sono stati recentemente colti anche in Sicilia. Tuttavia, vorremmo porre alla vostra cortese attenzione una serie di punti sulla strategia nazionale appena programmata che ci lasciano abbastanza perplessi. Ci sembra infatti un metodo che genera più esclusione che inclusione dei cittadini del MoVimento stesso, per le seguenti motivazioni: 1) il Movimento si è diffuso a macchia di leopardo – nel 2008 in tutta Italia si sono presentate 17 liste comunali, 45 nel 2009, 10 nel 2010: ma i comuni dove si è votato erano molti di più -. 2) Ci sono molti comuni che, a partire dal 2008 o 2009, in pratica non hanno mai potuto inserire una lista M5S nelle cartelle elettorali, perché non si sono svolte lì le amministrative, o perché non si è riusciti a formare una lista – solo negli ultimi 2 anni il MoVimento è diventato capillare – o perché non erano comprese nelle 7 regioni che ad oggi sono riuscite a presentare una lista per le regionali. Quindi in questi comuni non potranno nemmeno esserci candidati: in pratica, il regolamento varato dal blog esclude dalla rappresentanza intere aree geografiche e chissà quanti cittadini! 3) Non si tiene conto dei militanti effettivamente operosi: ci sono persone attive da 6-7 anni che per molti motivi non si sono mai candidate, ad esempio molti non ritengono sicuro affidare i propri documenti alla rete, altri stanno valutando la possibilità di candidarsi senza perdere il posto di lavoro. Ci sono persone che in passato sono state candidate ma che poi hanno lasciato il MoVimento, chi pacificamente e chi no; addirittura c’è chi ha militato solamente i pochi mesi di una campagna elettorale. Ci chiediamo se sia giusto che queste persone possano candidarsi e votare mentre altri attivisti, che magari da anni collaborano “solo” ai banchetti o alla raccolta dei documenti, siano escluse dalle consultazioni e dalle candidature. Ricordiamo che nel 2008 Beppe diceva che le elezioni erano illegali perché le liste erano state compilate dai segretari dei partiti. Aprire le possibilità di partecipazione è anch’esso un modo per distinguersi dai partiti. Già molti meetup (soprattutto in Sicilia) hanno sperimentato metodi per la selezione dei candidati su base territoriale: vogliamo veramente buttare alle ortiche questa esperienza? Per questo lanciamo una nuova proposta. Beppe ha bisogno di persone di fiducia ed il suo staff si fida dei candidati passati non diffidati. Dunque, proponiamo che i candidati proposti dagli attivisti siano accompagnati da una dozzina di firme di ex candidati non diffidati della zona, per garantirne l’affidabilità. Il numero non è scelto a caso: nei comuni sotto i 15mila abitanti le liste sono composte da un minimo di 9 ad un massimo di 12 persone. Molti attivisti che non pensavano minimamente di ricandidarsi si sono visti recapitare in questi giorni gli inviti da parte dello staff a prendere questa decisione nell’arco di 5 giorni. L’eventuale elezione al Parlamento, come potete immaginare costituisce, anche per un singolo mandato, un impegno gravoso, in grado di mettere a repentaglio una carriera lavorativa a dispetto delle leggi di tutela dei lavoratori dipendenti e la vita di una famiglia, magari appena formata, vista l’età media degli attivisti. Una soluzione, per un “invitato” che non se la sente di accettare, potrebbe essere la sua segnalazione a favore di un altro attivista, mai candidato prima ma comunque affidabile, tramite il sistema di raccolta firme qui suggerito. Vi chiediamo infine, se mai vorreste accogliere queste nostre osservazioni, di prorogare per un tempo ragionevole (es. fine novembre) le scadenze per l’iscrizione al Movimento e per la presentazione delle candidature, per: – dare il tempo ai gruppi di scegliere i loro rappresentanti su base territoriale; – consentire ai futuri candidati una scelta più ponderata sull’impegno che stanno per prendere (non vorremmo trovarci di fronte a parlamentari dimissionari dopo 6 mesi); – raccogliere la documentazione e le eventuali firme necessarie. Speriamo vogliate prendere in seria considerazione queste nostre osservazioni, che abbiamo deciso di inoltrarvi con l’intenzione di rendere più partecipato dal basso il nostro meraviglioso MoVimento. Con affetto, i firmatari.

1) Loris Donazzon, meetup Treviso e meetup Treviso Nord-Est
2) Diego Zanatta, meetup Treviso Nord-Est
3) Edoardo Frassetto, meetup Treviso Nord-Est
4) Andrea Girotto, meetup Treviso Nord-Est
5) Marco Barbon, meetup Treviso Nord-Est
6) Gianni Pietro Girotto, meetup Treviso Nord-Est
7) Davide Zamuner, meetup Treviso Nord-Est
8) Marcella Crosato, meetup Treviso Nord-Est
9) Sara Cicala, meetup Treviso Nord-Est
10) Ivan Favarel, meetup Treviso Nord-Est
11) Francesco Pratelli, meetup Treviso Nord-Est
12) Andrea Moretto, meetup Treviso Nord-Est
13) Valente Chieregato, meetup Treviso Nord-Est
14) Vilfred Moneta, meetup Treviso
15) Maurizio Aronica, meetup Mogliano e Bassa Trevigiana
16) Alberto Trochin, meetup Mogliano e Bassa Trevigiana
17) Alessandra Boesso, meetup Treviso
18) Giovanni Cibin, meetup Treviso
19) Luca Marton, meetup Treviso
20) Massimo Zanata, meetup Treviso
21) Antonio Mauro Saponaro, meetup Treviso

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2 risposte a “nel 2008 Beppe diceva che le elezioni erano illegali perché le liste erano state compilate dai segretari dei partiti”

  1. Giuseppe ha detto:

    Difatti non si capisce chi decide che cosa. Vi faccio presente che già la vecchia DC conosceva i giochi dei termini PERENTORI!!!

  2. Lino ha detto:

    Basterà dare corrispondenza a “ognuno vale uno” e consentire alla base di eleggere i suoi rappresentanti come portavoce della base degli iscritti M5S che li ha eletti.

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