Volevo i 300 [di Paolo Barnard] [Conferenza 22 ottobre 2012 a Rimini & 27 ottobre 2012 a Cagliari]

300 contro i Persiani + Leonida alle Termopili!

300 contro i Persiani + Leonida alle Termopili!

cit:
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=441

Sono stato, credo, l’unico personaggio pubblico italiano che invece di ‘slisciare’ e blandire i propri simpatizzanti, li ha presi a calci. L’ho fatto con cognizione di causa, ma mi dicono che ho sprecato un’opportunità. Mi dicono che c’è chi se l’è presa, e che sono tanti. Ok, chi se l’è presa se la prenda con Grillo, coi Grillini. Non volevo i Barnardini, volevo i 300.

Dopo l’incredibile successo del summit MMT di Rimini nel febbraio scorso – il più grande gathering di economia della storia d’Italia; dopo aver dovuto chiudere la mia mail per eccesso di messaggi – una deluge di complimenti ed esortazioni fino alle dichiarazioni d’amore; dopo l’aver scoperto la sensazione dell’essere fermato per strada o nei ristoranti dai fans – una volta finsi di non essere io per il disagio dell’adorazione… avrei potuto fare il mini-Grillo, coltivarmi l’harem, l’esercito, il seguito. Ma io volevo i 300.

Guardate i M5S, i cinque stelle. In nessun Paese occidentale, meno che meno nel Secondo o Terzo Mondo, esiste un’equivalente massa di sprovveduti. Ma Cristo. Andreotti era controllato dalla Mafia. Berlusconi dalla P2. Grillo da Casaleggio. Cos’è cambiato? Che la Casaleggio fosse una porcata massmanipolatoria e che Grillo sia un merchandising che fa impallidire i Gormiti, l’aveva capito anni fa anche lo zio del mio parroco. Ma non i grilli. E ancora oggi no, non ci arrivano. Guardate la stoffa del Grillino D.O.P., il Favia. Ma non fa schifo? Questo cavalca il grillismo per anni, mente da Santoro ingoiando sterco, sa che tutto il movimento è marcio da far schifo, ma non dice nulla, omertoso D.O.P., e se la fa scappare, la cacca, off camera con un giornalista tv. E se non era per questo, ancora il Favia non avrebbe parlato. Che schifo. Questo è il tipo di seguito che io mi dovevo coltivare? Questi sono i pigmei che tanti mi invitano a blandire per il bene della MMT? Li ho invitati i M5S (per finta), visto il risultato? No signori, io volevo i 300.

Intitolai il summit MMT di Rimini a Mariarca Terracciano. Mariarca, dissi, era il rarissimo simbolo del radicalismo dei diritti, che Samuel Huntington e la Commissione Trilaterale pensarono di distruggere nel 1975, proprio perché compresero che solo il radicalismo dei diritti, e dell’azione, potevano sgretolare il Vero Potere. Ci sono cascati tutti nel piano della Trilaterale, per primi i sindacati e la sinistra, e gli economisti di sinistra. Il Vero Potere ha trionfato per questo. Per questo nella Gran Bretagna di Blair si sono registrate punte di povertà mai viste dai tempi Vittoriani. Per questo esiste il mostro dell’Eurozona con disoccupazioni da Grande Depressione. Per questo 40 milioni di americani possono mangiare una sola volta al giorno. A Rimini ci fu una standing ovation per Mariarca e per cinque economisti fra i più radicali del mondo. Passarono pochi mesi e io rivolsi un appello ai 2.180 di Rimini per denunciare i crimini di Monti alle Procure della Repubblica. Un atto radicale che se fatto in massa avrebbe lanciato un segnale storico al mondo intero, avrebbe illuminato gli spagnoli e i poveri greci, almeno un lume di speranza. Cosa accadde coi 2.180? Avete presente i topi quando in cantina si accende di colpo la luce? Ecco.

Li ho presi a calci i miei fans, seguaci, ammiratori. Ho pensato che solo radicalizzando questa lotta avrei forse ottenuto di sganciare dalla MMT migliaia di zavorre inutili, clicktivisti, paurosi, twitteromani, blogonanisti, e di trovarmi con intorno i 300. Volevo i 300 per combattere i Persiani. Volevo uomini e donne capaci di dire “CRIMINALE!” a un criminale e di far seguito con le azioni a quel grido. Capaci di sentire talmente tanto oltraggio per ciò che ci stanno facendo da pretendere da se stessi, e da chiunque si definisca ‘di sinistra’, post-Keynesiano, il coraggio di lanciare la stampella a qualsiasi costo (e con essa anche la cattedra, sempre che non sia incollata al culo tremulo di gente come Cesaratto, Bagnai o Zezza, quelli che “il mio compito è studiare e produrre studi”, mentre la gente che il loro mestiere, fatto con coraggio, potrebbe salvare, crepa). Volevo i 300.

Ho gridato e tirato calci, accusato e smascherato, messo all’angolo, mandato al diavolo a più non posso. Mentre però continuavo a spiegare perché sotto al livello di Mariarca nulla serve né servirà a fermare la devastazione epocale di famiglie e diritti. Fiumi d’inchiostro, di esempi, di appelli. Fino a oggi. Ma non ho i 300. Neppure quelli.

Avanti i Persiani.

da facebook:
http://www.facebook.com/groups/273244712783362/permalink/303654223075744/?comment_id=303822936392206&notif_t=like

Lino Cibernetico Tufano Signori, amici, combattenti delle forze di aria di terra e di mare ..

: – )

Qui, secondo me, non si tratta di assodare se siamo dentro un club di fans di Barnard ..

Qui, secondo me, si discute se le iniziative di Barnard o delle associazioni pro MMT (o di altri) sono a vantaggio di una vera opportunità per tutti di impedire “il più grande crimine”.

Ci mancherebbe altro che i modi di Barnard non siano criticabili, ma rimane un fatto: se non avessimo scritto (insieme a Barnard) una pagina diversa dalla storia di Italia da quella che si dava per assodata come semplice passività avremmo oggi una speranza di potere impedire “il più grande crimine”?

Quindi è chiaro che nei fenomeni come quello del M5S, o gli attivisti della MMT, il potere ha tutto l’interesse che divengano marginali, e ignorati.

Ma noi vogliamo questo?

Io penso che non solo noi -che siamo 300 non mi sembra il punto da discutere- dovremmo allargare un orizzonte che non sia di pura testimonianza perché a me non piace solo galoppare, ma vincere.

Per vincere le persone attorno a noi devono essere affascinate dalla sicurezza e la chiarezza di come spieghiamo la più grande truffa di tutti i tempi -> “il più grande crimine”.

Io sono radicale -> di più -> di Mariarca Terracciano.

Perché non basta dare la vita e perdere la ragione per cui si è combattuto -> lasciando alla storia una sconfitta.

La nostra vita vale solo se la mettiamo sull’altare di combattere per la vittoria.

Infine -io penso- che l’articolo di Barnard che stiamo commentando è il modo di Barnard di avere capito di avere sbagliato e forse di anche chiedere scusa .. non aspettatevi che possa fare di più. Quelli che possiamo fare di più *siamo noi*, perché siamo di più che eroi che hanno da sacrificare una vita.

Noi ci dobbiamo mettere l’eureka!

Ciò che rende l’utopia che si trasformi nel reale e fallisca “il più grande crimine”.. io non mi arrenderò anche se dovessi combattere da solo .. chi non è convinto che l’impresa valga .. faccia i suoi conti .. sarà la storia e non quelli che ci prendono a calci a potere dire di noi ..

Lino Cibernetico TufanoSimone Profeta Matto Balsano io non sto qui facendo l’elegia dei 300 e neanche di coloro che si batterono contro i Persiani, ma sto richiamando -senza commenti con quel video- che cosa ci puoi estrarre da una semplice invocazione all’eroismo come metodo: zero. E lo si capisce anche da quanto ho appena scritto sopra.

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