Libero Arbitrio e sacrifici umani [riflessioni tra fisica e metafisica]

da it.cultura.filosofia:

Il 29/08/2012 10:17, Vincenzo Del Piano ha scritto:

>>> l’Autore che tu (?) citi viene ora riconosciuto “anche” come
>>> Filosofo di vaglia.

Lino:

>> “Filosofo di vaglia _obbligato_” a dire ciò che dice poiché non esiste
>> il LA (Libero Arbitrio) .. nessuno darà il LA alla discussione .. poiché tutti siamo
>> obbligati alla nostra canzone .. una congerie di burattini determinati e
>> deterministici obligato da tutto e da tutti fuorché da ciò che dovremmo
>> decidere noi altrimenti vi sarebbe il concetto di responsabilità
>> personale.

Vincenzo:

> … hai qualche dimostrazione che non possa essere proprio così?
>
> —
> Vincenzo

Lino:

La mia era una mera constatazione di cosa consegue ad una cosmologia senza libero arbitrio: l’assenza di merito, l’impossibilità della elegia delle doti come cosa meritoria, visto che saremmo ineluttabilmente coartati nell’agire.

Io penso che si stia creando una frattura, caro Vincenzo, nella capacità percettiva del reale, nei nostri giorni, non ordinaria ma in una accellerazione esponenziale.

In specie le persone più sensibili si sentono talmente oppresse dalla kappa di modo depressivo di percepire il reale, tanto da ritenere un sollievo “darsi fuoco”.

Io penso che ciascuno non è obbligato al proprio pensiero e che il futuro che ci attende non è già scritto, ma ha più scenari possibili e magari contemporaneamente esistenti, e che ciascuno si andrà ad infilare in quello che sceglie esattamente come ad un incrocio stradale si può andare a destra o a sinistra cambiando idea anche solo perché andare ad un appuntamento non lo riteniamo più di farlo.

Perché abbiamo cambiato idea?

Solo per tutto ciò che è fuori del nostro cerchio?

Io penso anche per ciò che è dentro il nostro cerchio.

E ciò che è dentro il nostro cerchio ci obbliga a essere ciò che siamo, oppure siamo in grado di generare come sostiene Chomsky “regole non apprese”?

Da che dipendono queste regole non apprese?

Cosa motiva questa poiesi tanto da potersi dire che non altri ci determinano?

Dal fatto che noi possiamo decidere di mutare “la natura della nostra natura” scegliendo ad esempio la razio o la irrazionalità.

a) Deciderò di regalare per la gioia che mi da donare e osserverò come ciò mi modifica?

b) Oppure deciderò di essere avaro e osserverò come ciò mi modifica?

Perché sceglierò “a” oppure “b”?

Era già determinato che io scegliessi “a” oppure “b”?

Io penso che ci saranno alcuni Nio (vedi Matrix che tratta di tali temi) che sceglieranno “a” e altri Nio che sceglieranno “b”

(minuto 7:33 perché signor Anderson? perché persiste?)

E’ ciò una violazione del principio di causa ed effetto?

La frattura del filo che porti la logica tra ciò che motiva ciò che segue?

No, perché la scatola della materia -da sola- ci fa torto.

Vi sono cose tra cielo e terra che voi umani non potete neanche immaginare perché quell’iper-uranio -la metafisica- vi è ignota.

Lì siete come bambini che hanno paura del buio e sperano che nel buio non vi sia nulla di male, ma non fate _la scelta_ di accendere la luce e decidere da voi: *la natura di cui essere co-essenza*.

more info:

https://partitoviola.wordpress.com/meme_theory/

(l’ultima parte tratta anche del “libero arbitrio” e le sue implicazioni sulla memetica)

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