Definizione accademica del denaro e introduzione alle grammatiche formali

http://www.partito-viola.it/docs/La%20moneta.pdf

pag 15  cit
def.1:la moneta è l’unità di misura del valore dei contratti“.

Mi ricorda questa tiritera la domanda che sentii all’esame di Calcolatori Elettronici presso la facoltà di Automatica (ingegneria).

La domanda era così formulata:

D:
Cosa è un numero?

E il candiato a superare l’esame continuava a esprimere un modo o una rappresentazione ma il professore continuava a dirsi insoddisfatto.

Ve la faccio breve: alla fine dell’esame il candidato chiese dopo avere fatto scrivere il voto con cui superava l’esame .. “professore .. ma quale era la risposta giusta?”

Ed il prof: “il numero è una classe di equivalenza”.

Io che assistevo all’esame e che avevo studiato anche esami fuori dal mio piano di studi come gli esami di “logica formale” non rimasi soddisfatto dalla risposta del professore (era l’assistente in vero) e andai a parlare con la massima autorità presso l’università in campo matematico e mio professore di analisi III (detta complementi di Analisi Matematica) il mitico professor Ossicini (mitico perché si mise a verificare se la mia soluzione del compito di esame scritta in forma parametrica poi dava il numero della soluzione che diceva lui e mi fece i complimenti perché effettivamente avevo trovato un caso generale della soluzione di un integrale).

Gli chiesi .. professore a me non risulta che un numero sia una classe di equivalenza, dove dicesi classe di equivalenza un insieme i cui elementi sono costituiti da una regola detta di equivalenza.

A me risulta che un numero “non è una classe ma la genera”: a me risulta che un numero è un ente matematico astratto in grado, quando è un numero, di generare una classe di equivalenza, ma non di esserlo l’ente stesso, perché il numero agisce come un operatore e non è il risultato della applicazione dell’operazione, ma casomai il risultato è una rappresentazione numerica della applicazione di quell’operatore.

Fu breve il mio caro professore Ossicini: non c’è niente da aggiungere .. hai ragione tu.

Perché questo amarcord?

Perché nella definizione di denaro c’è un errore grosso come una casa: il denaro non è una unità di misura, ma un ente in grado di generare una rappresentazione, una reificazione, laddove vi sia una regola tramite cui è istituito.

Ossia un qualunque concetto primo -essendo primo- non può essere definito da altri concetti più primitivi essendo il concetto primitivo per ipotesi.

In tale caso per evitare le definizioni ricorsive ossia che utilizzano il concetto stesso per definire ciò che dovrebbe prescindere dal concetto stesso, si usa una epistematica.

Dicesi epistematica una tecnica di epistemologia, ossia una tecnica cognitiva, che si estrinseca tramite una procedura.

Quindi

1) si da un nome all’ente

2) si connota l’ente tramite il come l’ente agisce.

Usiamo l’epistematica per definire -ad esempio- l’operatore di somma

1) si da un nome all’ente: “+”
(ma potremmo usare anche un diverso simbolo perché non è essenziale il nome ma come quel nome o simbolo agisce)

2) si connota l’ente tramite il come l’ente agisce, ad esempio:
(in ipotesi di due soli simboli, 0 e 1, quindi in logica binaria)

00+00=000
00+01=001
00+10=010
00+11=011
01+00=001
01+01=010
01+10=011
01+11=100
10+00=010
10+01=011
10+10=100
10+11=101
11+00=011
11+01=100
11+10=101
11+11=110

Quindi si distingue l’operatore di addizione (+) dal come l’addizione si esplica quando l’operatore è applicato.

Analogamente per il denaro

1) si connota l’ente: ad esempio D (come denaro)

2) si connota l’ente tramite il come l’ente agisce.

pg. 15:
def. 2:è il mezzo D che estingue il debito” vedi la dispensa indicata da Paolo Tumolo

Ossia Sergio deve dare un bene a Giorgio, ad esempio una mucca.

Sergio chiede a Giorgio se al posto della mucca gli può dare un supporto che indichi il valore della mucca tanto che sia convenuto come multiplo di una unità di riferimento presa a campione.

D estingue il debito non ineluttabilmente ma perché esiste un contratto non solo tra Sergio e Giorgio, ma perché esiste una autorità in grado di fare rispettare quel contratto, poiché Giorgio non spenderà quel D in qualunque situazione, ma solo se ci sarà chi accetterà D (grazie ad un terzo, una terza persona) quindi grazie alla autorità che dice che D è il supporto valido agli scambi rispetto a una unità presa a riferimento.

Ergo il denaro è una cosa che non si esaurisce né nella def. 1, e né nella def. 2, ma nel complesso della def. 1 e della def. 2 con la epistematica sopra sottointesa (di tipo “regola” in matematica o “contratto” in economia).

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