prof. Alberto Bagnai all’incontro di Cesena “Euro si, euro no, euro come” – cit. “un furto di democrazia”

Europa .. quando sarà ecosostenibile!

Europa .. quando sarà ecosostenibile!

video Pubblicato in data 05/lug/2012 da ecodellarete
L’intervento di Alberto Bagnai all’incontro di Cesena “Euro si, euro no, euro come”, organizzato dal “Comitato di difesa sociale”.

Prof. Alberto Bagnai
professore associato di politica economica presso il Dipartimento di Economia dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara

minuto 3:45
“tutta la vicenda dell’euro rappresenta dal mio punto di vista un *furto di democrazia* colossale”.

minuto 6:25
“nella evidenza dei fatti l’euro ha determinato una stagnazione dei salari reali e un’aumento della diseguaglianza (sociale) conseguenze non esattamente di sinistra e la mia domanda che avevo veramente posto ad un collega .. era ..”

DOMANDA:

“.. ma come è possibile che la sinistra in Italia continui a rivendicare questa scelta (in favore dell’euro) e non tema di pagarne il costo politico? .. non vedete? .. il sistema sta andando in crisi!”

RISPOSTA:

“Alberto (Bagnai) sei un ingenuo, abbiamo fatto così .. sapevamo che ci sarebbe stata una crisi .. ma solo spinti dalla crisi i popoli europei avrebbero deciso di fare la cosa giusta che era l’unione politica ..” (ndr: similare alla dichiarazione di Mario Monti a La7 prima di insediarsi)

“Questa cosa che era stata detta a me in camera caritatis .. oggi viene ammessa pressoché da tutti i politici”

“Chi ha fatto l’euro ci sta candidamente dicendo che lo ha fatto sapendo che ci sarebbe stata una crisi che poi ci avrebbe costretto a fare più Europa!”

“Io definisco questo un atteggiamento paternalistico e credo che si possa essere abbastanza daccordo su questa definizione”

“I giornali ci raccontano che la crisi è causata dal debito pubblico e per questo dobbiamo diventare austeri! .. insieme a un insieme di altre fregnacce che la Germania è austera ..”

“.. andiamo a vedere i dati .. vediamo quanto è cambiato il debito pubblico dall’ingresso nell’euro nel 1999 al 2007 e con sorpresa si accorge che il debito pubblico è diminuito! .. Grecia Germani Francia stazionarie .. come mai allora la crisi esplode?”

“controlliamo il debito privato: l’ammontare dei mutui .. si vede che il debito privato è aumentato anche del 100%” (a secondo del paese in area euro).

COMMENTO:

Ciò ha generato le sofferenze delle banche che vedono il 25% delle famiglie italiane non pagare i loro mutui e perdere la casa ma anche rimanere scoperte -le banche- di liquidità (poiché gli immobili requisiti non sono direttamente denaro contante).

Quindi una fragilità del sistema bancario, peraltro rapidamente ricapitalizzato da Mario Draghi al 1% CON OBBLIGAZIONI dello stato italiano (e degli altri stati che hanno garantito le relative banche nazionali) che si impegna a ripagare i prestiti concessi dalla BCE al mondo bancario -nel caso che le banche fossero insolventi- laddove però ciò significa pagare almeno (ad oggi) per l’Italia i titoli a circa il 7% e per la Grecia intorno al 30%.

E’ -quindi- l’analisi del prof. Bagnai errata non tanto perché sia erronea la constatazione sulla crisi dell’indebitamento del settore privato, ma perché viene attribuita a questa difficoltà la crisi senza indagare da cosa a sua volta sia generata!

Poiché dovrebbe spiegare l’illustre studioso che ridicolizza Keynes(*), come mai gli Italiani o gli Spagnoli o i Greci sono andati in rosso, se non perché la liquidità è stata artificialmente ridotta dal sistema bancario e DOVE MAI è stato possibile a ciascuno stato che era sovrano, la gestione della immissione monetaria senza dovere finanziarsi sul circuito privato senza le garanzie di una emissione con una BCE quale “prestatore di ultima istanza”.
(*)
http://it.wikipedia.org/wiki/John_Maynard_Keynes

Il professore quindi dice che il malato ha la febbre e la febbre dipende dall’indebitamento anomalo dei privati che non riescono a pagare le loro esposizioni con le banche MA NON SPIEGA “COSA E’ CHE CAUSA QUESTA DIFFICILTA!”

la monetasovranamonetasovranamonetasovranamonetasovranamonetasovrana ..

spero che si sia capito meglio ora.

more info
del punto di vista di Bagnai:
http://goofynomics.blogspot.it/2012/07/cesena-goofy-e-qui-quo-e-qua.html

more info
del punto di vista MMT+ecosistemi:
https://partitoviola.wordpress.com/mmt-30-sec/

é vero quindi che l’euro è un *furto di democrazia*, ma l’oggetto rubato è ***la sovranità monetaria*** perché stiamo parlando di moneta e del relativo controllo democratico sotto il ministero del tesoro della banca centrale di un qualunque stato o confederazioni di stati (USA/FED & UE/BCE) e NON DI BRUSCOLINI  né di algebra astratta ..

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Una risposta a prof. Alberto Bagnai all’incontro di Cesena “Euro si, euro no, euro come” – cit. “un furto di democrazia”

  1. Emilio L. ha detto:

    DIALOGO IMMAGINARIO CON IL PROF. ALBERTO BAGNAI
    (A PROPOSITO DELLA MANIPOLAZIONE DELLE IDEE)

    Gentile Professore,
    ho iniziato a frequentare con interesse il suo blog per comprendere ragioni e prospettive della proposta di abbandono dall’euro, che sta alimentando tanta parte del dibattito a sinistra.
    A tale fine, ho letto con attenzione il suo paper e ne ho tratto spunto per alcune considerazioni che mi piacerebbe poter condividere con Lei e con i Lettori del blog, nell’auspicio che possano essere di stimolo per ulteriori approfondimenti e confronti di opinione.
    Ho inviato tali mie considerazioni nella mattina di domenica 23, in risposta al suo post “Liquidità o compensazione: quale Bretton Woods?”. Ma non avendo finora visto la pubblicazione, ne ho desunto che sicuramente si doveva essere verificato un problema tecnico e mi sono permesso di inviarLe la presente per riproporre nuovamente quanto sopra.
    Nel rigraziare per l’attenzione e lo spazio che vorrà riservarmi, desidero esprimerLe apprezzamento per lo sforzo di ricerca e divulgazione di nuove linee di pensiero, nonchè il mio augurio per l’esercizio equilibrato della sua responsabilità di accompagnare crescita culturale e apertura mentale dei giovani studenti che le sono affidati.
    Un cordiale saluto.

    RISPOSTA
    Guardi, nel mio blog mi sono dato la regola di non pubblicare commenti a puntate, come lei saprebbe se avesse letto le istruzioni. Trovo molto significative le sue considerazioni e le pubblicherò in un post, in tempi direttamente proporzionali all’insistenza dei suoi solleciti (cosa altresì chiarita nelle istruzioni).
    Cordialmente.

    REPLICA
    La ringrazio, non era mia intenzione forzarle la mano.
    Cordiali saluti.

    RISPOSTA
    Non si preoccupi, è che sono molto preso dal libro del quale lei ha praticamente scritto la recensione. Mi interesserà molto vedere su quali dati e competenze la appoggia, ma prima occorre che la pubblichi, è inutile che ne parliamo in privato.
    A presto.

    REPLICA
    Buonasera,
    spero stia bene.
    Ieri verso le 14.00 ho inviato un contributo sul post “Catalano alla riscossa”. In sintesi: la tesi da lei sostenuta nel post è che l’esplosione del debito pubblico negli anni Ottanta sia stata causata dalla crescita dei tassi di interesse, conseguente la svolta in senso restrittivo delle politiche monetarie a livello internazionale, piuttosto che dai disavanzi pubblici (eccesso di spesa rispetto alle entrate fiscali o viceversa).
    La mia osservazione era circa questa
    • tra 1980 e 1992 il debito pubblico italiano è esploso dal 58 al 116% del PIL (+60 p.p.);
    • nello stesso periodo il debito pubblico delle altre grandi economie industriali con cui siamo usi confrontarci (ger, fra, uk, us, jpn) è cresciuto molto meno;
    • come si spiega questa divergenza, considerato che il tasso di interesse reale sul debito pubblico italiano, sebbene in forte crescita rispetto ai valori negativi degli anni Settanta, si manteneva comunque inferiore a quello degli altri paesi?
    • Hanno forse sbagliato gli altri paesi … ?
    Salvo che non sia dipeso da un problema tecnico (nel qual caso la prego di non considerare quanto segue) riterrei che la sua decisione di non dare visibilità al mio punto di vista possa essere interpretata in uno dei modi seguenti:
    1.sta valutando la risposta più opportuna, in quanto non ne ha una immediatamente pronta;
    2.non ha intenzione di rispondere, in quanto la risposta potrebbe instillare nella sua piccola corte la sensazione che la realtà è sempre più complessa dell’interpreta zione data secondo schemi ideologici predefiniti (sia ortodossi che eterodossi).
    Se invece ritiene che la mia osservazione sia basata sull’errore e vuole evitarmi il pubblico ludibrio, beh! la ringrazio, ma ho le spalle grosse e in fondo “sbagliando si impara”.
    Per concludere, so bene che si tratta di casa sua e che lei può farci entrare chi vuole … ma non conoscendola di persona desideravo solo comprendere di che pasta è fatto veramente. Capire se lei, che dimostra così tanta passione e capacità nel denunciare il pensiero unico, i condizionamenti del potere, etc. etc. … nel suo piccolo usa poi le stesse odiose strategie per creare e difendere il piedistallo su cui si è issato.
    Un cordiale saluto.

    RISPOSTA
    Bravo.

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