La faccia: diversità tra ciò che sembra e ciò che è – i problemi della democrazia – discussione su “Per Una Lista Civica Nazionale”

Passera: «Sul decreto Sviluppo ci metto la faccia, si farà»

Passera: «Sul decreto Sviluppo
ci metto la faccia, si farà»

da facebook:
http://www.facebook.com/groups/lista.popolare/

Alcuni hanno invitato ad aprire una discussione qui e non su skype, sebbene come avete visto dallo scambio di battute di ieri c’è il rischio di non capirsi.

Accolgo volentieri di esporre il mio punto di vista e del gruppo che rappresento (Partito Viola).

Per coloro che leggono sporadicamente aggiungo che l’esperienza viola è stata raccontata in molti modi.

Sostanzialmente è stata la prima esperienza _politica_ che sia nata è cresciuta a partire da una pagina di facebook, che poi ha visto più di 500 mila persone aderire all’idea di organizzare una giornata contro Berlusconi (il No B Day del 2009 a Roma, ma sono venute molte di più persone che su facebook).

La iniziativa è stata un grande successo e come succede sempre i poteri forti hanno cercato di colonizzarla tramite infiltrazioni che si sono riverberate sulla pagina nazionale.

La meccanica è stata di decidere le date delle manifestazioni, l’oggetto delle manifestazioni, il finanziamento delle stesse, senza che ci fosse una consultazione di base che poi fosse presa a riferimento, ma che date, oggetto, finanziamenti sfuggissero ad un controllo democratico.

Quindi vi sono state le spaccature seguenti in “rete viola”, che contestava la pagina nazionale e che è stata creata a partire dagli archivi che ho salvato io e che erano stati invece cancellati dalla pagina nazionale. (tuttora la pagina nazionale non riporta gli archivi tutti tutte le città, realtà italiane, e all’estero, che siano “viola” in senso politico).

Infine ho creato una pagina di facebook di persone con un maggiore attivismo a cui non bastava semplicemente andare a leggere le news, ma voleva fare politica sul serio, “partito viola”, che è per la democrazia diretta e democrazia interna.

Scusate la breve presentazione, ma è bene capire chi parla.

Sul “chi parla” ieri c’è stato il problema che Sirena Francesca ha ammesso di usare un nick name, ossia un nome fittizio. Per molto tempo io ero noto come Lino Cibernetico, qui su facebook.

Non ero convinto che dare il mio nome e cognome fosse una questione opportuna, perché potevo anche correre dei rischi personali per ciò che dicevo sebbene io sono per la legalità e il rispetto delle leggi e della Costituzione Italiana, oltre che la non violenza e la democrazia come metodo.

Poi il software di facebook mi disse se ero Tufano .. e presi una scelta: la scelta anche di farmi ammazzare ma dovevo fare politica sul serio, poiché le persone si sentono rassicurate da chi darebbe anche la vita per non sopportare lo schifo di tassare i poveri e non fare pagare le tasse alle banche, rastrellando soldi per gli strozzini che ci prestano una moneta che dovrebbe essere d’Italia o di Europa, e in cambio ci propongono “tagli”, in una I-taglia in cui si raccolgono le tasse e non si restituisce più nulla: né potersi fare una lastra prima di morire, né i farmaci per curarsi, né una strada senza buche, né l’acqua per bere che -nonostante avere vinto il referendum sull’acqua pubblica- Monti ha promesso di privatizzare.

Quindi io sono disposto, oggi, a rischiare di dire che “come siamo governati è un atto criminale”, poiché vìola ciò che è garantito dalla Costituzione Italiana.

Ma tutti sono pronti a questo?

Io penso che dobbiamo rispettare ciò che ciascuno è disposto ad offrire e non chiedergli niente di più di ciò che ci vuole dare.

Mi iscrissi nel 2009 al move on USA proprio per verificare la architettura che consentì la elezione di Obama: dando la propria email si poteva solo ricevere una news letter, oppure partecipare ai tavoli di lavoro, o entrare sempre di più nella struttura in base a ciò che si era disposti a offrire liberamente, senza costrizioni.

E’ chiaro che uno degli amministratori di un processo di votazione deve essere persona nota che con altri deve concorrere ad una funzione di servizio -> se ha una credibilità.

Tale credibilità può essere data solo dalla votazione di chi indica la struttura di servizio e poi verificata sui fatti: per questo esistono le mozioni di sfiducia.

Quindi stiamo nel compito improbo di rifondare una organizzazione sociale che non abbia le patologie che sono presenti nella organizzazione sociale Europea che ha portato al disfacimento che tutti stiamo osservando.

Io dico che tutti hanno diritto di criticare.

Ma la critica deve essere COSTRUTTIVA.

Se avete idee di come uscire dal pantano che non riguarda noi, ma il genere umano ditelo, ve ne prego.

Io -per conto mio- dico che bisogna VOTARE.

Proponente _voi_ un metodo che vi convinca e sia affidabile.

Da quello che ho capito leggendo i vostri interventi -qui sopra- alcuni sono dubbiosi che ci possiamo riuscire e ripiegano sul concetto di delega. Dovrebbero spiegare -allora- come si ottengono le deleghe.

Altri dicono che è meglio una “assemblea fisica” e hanno lanciato l’idea di vedersi il 7 luglio 2012 a Firenze e quella sarebbe la vera sede deliberativa (se ho capito bene la proposta di Brambilla).

Io dico che la nostra forza è introdurre una cosa che non si è ancora mai vista: una federazione di forze che non ha legittimità su un centinaio di persone a Roma (il 27 maggio) o a Firenze (il 7 Luglio).

Ha una forza inaudita se è capace di organizzarsi sulla rete.

I partiti tradizionali NON sono pronti a questo, anche se si stanno già organizzando con liste civetta (stamattina ho sentito che Berlusconi lancerà, sta per lanciare “Forza £”).

Creare una struttura che è una associazione davanti ad un notaio pagata da Berlusconi o da Bersani, sarà come vestirsi di un vestito nuovo che qui è il nostro soprannome, ma non cambia i fatti che partono in primis dall’IDEA!

Dobbiamo capire che IDEA stiamo cercando di mettere insieme.

Cosa volete che cambi se Sirena Francesca si chiama così o in un altro modo?

Quante Sirena Francesca pensate che vi siano senza che noi sappiamo come si chiamano all’anagrafe?

E’ questo il problema?

E’ questo il metodo per fare una organizzazione che sia in grado di ridare fiducia che anziché una forza politica che si propone come “federazione di movimenti” sia in grado di portare un modo onesto di gestire la cosa pubblica?

Io penso che il metodo sia quello del move on USA.

In particolare che se uno vuole ricevere solo una news letter può dare il nome di fantasia che crede. Dal punto di vista operativo non potrà rivestire ruoli di responsabilità perché non ha consentito -finché non lo abbia consentito- accesso ai propri dati personali, compresa una copia del suo documento di identità.

Del resto _tutti_ le organizzazioni politiche chiedono una copia di documento di identità e si riservano di confermare l’iscrizione dandoti un tesserino solo dopo avere compiuto verifiche.

Alcuni -come il M5S- chiedono persino il certificale penale che attesti che non sei un pregiudicato, ossia che non hai avuto oppure hai commesso reati sanzionati dallo stato, e però consentono a un pregiudicato come Grillo di avere l’esclusiva sui diritti del marchio che gestisce autonomamente e “senza consultare la base”(!), poiché decide che Tavolazzi è fuori e minaccia Pizzarotti di non confermargli il marchio se non fa quello che dice lui (Grillo).

Quindi non fermiamoci alle apparenze e andiamo in profondità sulle questioni per arrivare a questioni di sostanza.

Servono PROPOSTE.

Servono persone in grado di dare i propri dati personali se vogliono fare parte di una struttura politica assumendosi responsabilità come ad esempio il voto, o essere candidati al voto, per una attività di servizio.

Non serve sbattere fuori NESSUNO.

Serve fissare delle regole che si ritengano condivisibili ed avere gli strumenti per potere votare. Chi non osserva le regole è lui/loro che si estromettono per volontà autonoma. Le regole faranno da FILTRO.

Il tempo è poco e rischiamo di essere spazzati via tutti, poiché potrebbe anche esserci qui ora, o in seguito, chi entra per NON fare converge il processo a nulla e quindi tutelare le élite che ci stanno portando al disastro.

Quindi fate proposte su come organizzarci.

Su chi (meglio se più di uno) volete indicare come responsabile/responsabili (provvisorio) di un processo di voto.

Se non faremo questo .. scrivere qui sarà solo un gioco per passare un po’ di tempo senza concludere nulla.

Grazie -comunque- del dialogo

Un video che consiglio di ascoltare perché centra i veri problemi che dobbiamo risolvere:

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