NAZI-GRILLISMO: quando il nome dice una cosa e i fatti il contrario del nome

Dico subito una cosa che spero eviti gli equivoci:

Io parlo con tutti e ci mancherebbe altro che non pensi che i grillini non siano in buona fede, nelle loro stragrande maggioranza.

Le persone per lo più sono vittima del loro stare sulla superficie dei fatti, e non immaginare che è come dire  “il mare è profondo 5 metri(?)”, anziché magari “il mare è profondo i kilometri(?)”.

Così -se gli mancano le forze- pensano di potersi appoggiare sul fondo, di arrivare a fare sprofondare tutto, anche i concetti più elementari e avere fiducia che basterà -come chi è in piscina- toccare il fondo e poi chiedere aiuto, al bagnino sul bordo della piscina.

Purtroppo non siamo così fortunati a potere aspettare perennemente Godot, a configurarci come il popolo che abbia bisogno di eroi per fare -> la normalità.

Non sempre avremo Falcone e Borsellino, o Pertini .. che rifiutò il suo aumento di stipendio.

E inoltre non bastano poche eccezioni a una situazione di corruzione diffusa perché si abbia come normalità che la amministrazione della cosa pubblica funzioni.

Necessiterebbe appunto che fosse normale che ognuno facesse il compito che dovrebbe assolvere, senza che ci sia dubbio su ciò.

Ma veniamo a noi, perché parlo di “nazi-grillismo”?

Ascoltate il video seguente: un ex parlamentare, Willer Bordon , ci racconta di lui, del fatto che non ci siamo accorti che “i partiti” sono il vero colpevole delle cose che non vanno!

Ci dice che egli -che pure è stato uomo di partito e di governo, fino ad essere ministro, ha avuto la illuminazione: la crisi della democrazia è causata dai partiti!

Non so quanti di voi -che mi leggete- abbiano amato e amino la filosofia, lo studio storico e anche ideologico del pensiero umano detto filosofia.

Al liceo quando iniziai a studiare filosofia il nostro prof (uno psicologo) ci diceva: non studiate a memoria il pensiero dei massimi filosofi, ma ditemi su cosa siete daccordo e perché e su cosa siete contrari e perché.

E qui, vengo al dunque: c’è in atto un disegno preciso, scientifico, scientemente organizzato, non frutto del caso. Necessita buttare la croce addosso a qualcuno del fatto che vi sia una crisi:

Necessita il “dagli all’untore” irrazionale che Alessandro Manzoni evocava nei Promessi Sposi durante la peste a Milano.

Il “dagli all’untore” di oggi quale sarebbe?

Il fatto che la colpa è dei partiti, naturalmente.

Ma perché una tale corbelleria?

La corbelleria è funzionale al concetto di “movimento”.

Un movimento sarebbe una cosa indistinta, incolpevole, che mica il popolo era al potere!

Ed inoltre al popolo cosa interessa di chi tira i fili?

Al popolo gli interessa che vi siano dei *garanti*, (teorizza -così- il Piazzarotti di turno!) che se no .. come farebbero a presentarsi senza un marchio alle elezioni? Quale marchio? Ma il marchio dell’albergo a 5 stelle! .. naturalmente ..

Ed ecco, detto fatto, che non serve più un Hitler che vince le elezioni in Germania per connotare il male, ma il male sono gli apparati, lo strutturalismo, il connotare i processi, i partiti!

Basta questo?

Basta *cambiare il nome* ad una organizzazione politica perché sia DEMOCRATICA!., per i culturi che si può scollegare il fondale di cinecittà da cosa ci sia dietro ..

Basta cambiare il nome da “Partito di Grillo” a “moVimento 5 stelle” (con la V di vendetta, che evoci il giustizialismo per le vie brevi).. per dire che è Grillo -o chi è dietro di lui- a poter decidere -visto che detiene i diritti sulla gestione del marchio, anziché un organismo democraticamente responsabile- “chi è dentro e chi è fuori a quel nome“!

Quando nel 15 agosto 2011 fondai il Partito Viola, ben sapendo -da allora- quello che oggi sto esplicitando (come un organismo in cui veramente “ognuno vale uno” nei _fatti_) potevo fare una operazione di immagine: chiamare il progetto viola che è Partito Viola in “movimento viola“, oppure “movimento viola 12 stelle” tanto per fare capire la qualità dell’albergo per chi si volesse fermare per qualche notte ospitato gratis.

Ma la politica non è una cessione di responsabilità, bensì una acquisizione di responsabilità.

Se poche persone comprendono che serve una federazione di movimenti avremo uno scontro sociale tra tutti i gruppi che difenderanno interessi diversi.

Partito Viola è solo una parte.

Ma ogni parte ha diritto di espressione se si è in democrazia e ogni parte ha diritto di dire, e in cui -anzi- le minoranze dovrebbero avere diritto di espressione, proprio per potersi riaffermare i diritti costituzionali di libertà di pensiero senza discriminazioni per razza, sesso, età, condizione sociale, disabilità, etc.

Ho voluto scommettere che le persone avessero il coraggio di scendere nella profondità del significato delle parole che non vanno violentate, come Orwell aveva previsto che sarebbe avvenuto ->  ad esempio in missioni di pace per andare ad attaccare altri stati, o bombardamenti umanitari per legittimare invasioni e occupazioni di risorse energetiche.

Se non sapremo chiedere conto a CHIUNQUE del loro agire non servirà cambiare in nomi qualunque siano i nomi.

Necessiterà stare ai fatti.

E -oggi- io invito i grillini a chiedere organismi per la tutela della democrazia interna al M5S nell’interesse di tutte le forze democratiche che sanno che solo la democrazia è garanzia di legalità per un benessere diffuso, e non invocare i garanti o i Tex Willer che salvino la nazione con i superpoteri.

Serve il concetto di responsabilità, e non il nazi-grillismo ..

.. poiché chi ha l’asso di bastoni (che è il marchio del movimento) senza dovere essere eletto da nessuno, poiché magari è un pregiudicato, e “la norma che si sono dati” dice che “non si vogliono i pregiudicati“, purtuttavia -> “da le direttive senza bisogno di consultazioni” .. a dire -magari- che Tavolazzi è fuori, (o la Napoleoni è dentro) gli basta un PS, come quello seguente (di oggi sul sito di Grillo):

P.S. Francesco Ferrara, assessore della giunta di centro-sinistra a Sondrio, non ha l’autorizzazione per l’uso del logo del Movimento 5 Stelle. E’ diffidato dall’utilizzarlo e dal parlare a nome del MoVimento 5 Stelle.

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15 risposte a NAZI-GRILLISMO: quando il nome dice una cosa e i fatti il contrario del nome

  1. Marco B ha detto:

    Bel pezzo, mi trova (purtroppo) d’accordo.
    Manca però la firma…

  2. Luca Schiavoni ha detto:

    ma perche’ facebook ? e’ come dire “vediamoci da mac donald”, una cosa orrenda, io non uso facebook è una industria multimiliardaria che lucra con dati personali, ma scherziamo? Aboliamo Facebook da qualsiasi tipo di partecipazione democratica, perche’ NON è uno strumento democratico. E chi non usa facebook che fa allora? non vota, non partecipa, non puo’ organizzare? Ma scherziamo ??😦

    • Lino ha detto:

      @Luca Schiavoni: ci sono persone per cui l’immagine esterna che offrono di se -> è tutto. Eppure sbagliamo. Sbagliano perché sarebbero potuti -ad esempio- nascere poveri economicamente .. ma ciò non è condizione né necessaria e né sufficiente a dire cosa valgono, come persone, come altezza del pensiero che avrebbero potuto, se avessero voluto, mettere in comune.
      Quindi uscendo dalla metafora e tornando al reale: io non sono per la tesi di Mc Luan che il mezzo implichi già i contenuti che ci metti sopra. Perché come insegna la matematica di Cauchy nella soluzione di un sistema di equazioni -> la soluzione univoca del sistema dipende dal contesto (o il mezzo di Mc Luan) ma non solo dal contesto, bensì da come è fatto il sistema, da ciò che dicono le equazioni.
      Quindi io faccio la semplice constatazione che serve usare tutti i canali, la voce, la pittura, la musica, e anche il ngs della gerarchia it, i blog, skype, etc etc e anche facebook.
      Per onestà dico che facebook tende a trasformare in una chat, ossia in un chiacchierare discorsi che avrebbero bisogno di una struttura molto importante e si pretende -spesso- di parlare magari di alta matematica con chi ha l’atteggiamento di stare comprando alle bancarelle del mercato rionale.
      Ma a coloro che sottopongono queste giuste critiche io dico: che le partite a carte si giocano con le carte che ti da il banco.
      Purtroppo la nostra società ha paura di navigare su internet e si sente difesa a stare nell’ambiente facebook (in grande maggioranza di persone poco preparate in informatica) e quindi oggi facebook è divenuto il nuovo villaggio globale in cui si può e si deve andare a chiedere una disponibilità al dialogo.
      Poi serve -per chi sia interessato- la fase strutturalista. Ma non a tutti si può offrire lo stesso cibo. Magari la maggior parte delle persone hanno solo pochi minuti per sapere qualche notizia. Un numero minore vuole collaborare ad un ufficio stampa di un organismo per aiuti umanitari nel terzo mondo. E così via. Io conosco questi meccanismi dal di dentro visto che ho collaborato alla fondazione de il popolo viola a Roma in una molteplicità di iniziative e discussioni in assemblee sul web e nella vita reale. Quindi non prendiamo scuse. Ognuno si scelga i canali che ritiene compatibili con la sua sensibilità, ma non accusi gli altri di andare ad un matrimonio con i vestiti strappati, poiché facebook è un canale come un altro, e i contenuti dipendono solo da coloro che partecipano come è per qualunque altro canale .. grazie del dialogo!

      • brontolone ha detto:

        no, perdonami, Facebook non è “un canale” , è una azienda. Sarebbe come dire “chiamatemi solo con TIM”. Non ci sto, dove sta la trasparenza? Non sono dettagli. Facebook non è gratuito. Se UNO diventa miliardario con Facebook significa che quei miliardi sono soldi in meno nelle tasche mie, e tue. Eppure mi sembra di dire una cosa ovvia, per il Popolo Viola eh. Non si accetta Mondadori come editore e poi si danno dati sensibili, e SOLDI, ad un “nemico” enormemente più dannoso, pericoloso e potente? Non sono paranoico, lavoro e vivo internet dal 1995, VI invito tutti a riflettere. Non ci si puo’ vedere da Mac, non si pubblica su mondadori, e non si usano “canali” proprietari e poco trasparenti che VENDONO e LUCRANO sui dati che voi ci mettete. Ciao😉

      • Lino ha detto:

        Rispetto la tua scelta di non usare facebook, ma ti limiti uno spazio espressivo che potresti esplorare per vedere se riesci a tirare fuori qualcosa che risulti valido. Se poi pensi che è zero% ciò che potresti tirarci fuori fai bene a non usarlo. Ma ti assicuro che io non uso solo facebook, ma tutti i canali che riesco ad esplorare, perché non bado al vestito di chi mi parla ma a ciò che dice. Né ho crisi di sudditanza psicologica sia che sia ben vestito o coperto di stracci. Grazie del dialogo ..

  3. Giuseppe ha detto:

    Dico solamente che la differenza tra un partito ed un movimento è la propria struttura.
    Piramidale quella partitica, orizzontale quella del moVimento. Fate Voi. Posso solo dirvi che sono stato candidato alle amministrative per il M5S e tutto ciò che mi è stato richiesto dal “DETENTORE DEL MARCHIO” è stato il mio certificato penale e la dichiarazione di non possedere tessere di partito. Amici ho abbracciato L’MMT perchè mi ritengo uno spirito libero e pensante. Il M5S è fatto di persone, come le persone del movimento viola. Buon lavoro a tutti.

    • Lino ha detto:

      Sincerità per sincerità io ho mandato il mio certificato penale e quanto previsto da Grillo per iscriversi e ho inviato tutto con raccomandata con ricevuta di ritorno e _nessuno_ mi ha mai risposto. Mi sono chiesto del perché. La mia risposta è che io non ho mai partecipato alla struttura del web organizzata da Casaleggio dei meetup e quindi ero sentito come un elemento esterno e quindi NON ERA VERO ciò che dicevano. Avevano fissato una procedura “che NON hanno rispettato”. E questi sono fatti e non opinioni. Sulla pagina di facebook “il più grande crimine – saggio di Paolo Barnard” conosco il fatto che molti del movimento 5 stelle volevano che fosse presentata la teoria MMT all’interno del Movimento 5 stelle e gli è stato detto di no. Come pure il diritto di riunirsi a Roma in corrispondenza di quello che poi Grillo chiamò il cozza day, ma in un primo momento Grillo aveva vietata quella riunione perché non organizzata sulla struttura meetup e sotto la sua direttiva. Infine cercò di coprire la “spaccatura” organizzando uno spettacolo di portare le cozze al parlamento, mentre la ragione di ritrovarsi era costruire una organizzazione che si consultasse in modo democratico. Cito infine il fatto che Pizzarotti voleva Tavolazzi nella giunta di Parma e gli è stato impedito. Grillo scrisse che _lui_ (o chi per lui) voleva esaminare i curriculum. E quindi non si capì come mai il consigliere divenne Napoleoni. Chi lo aveva deciso? Se Pizzarotti voleva Tavolazzi? Quindi io sono per il movimento 5 stelle, perché ne conosco la base e le idee. Ma la struttura di controllo di una organizzazione politica NON la tipicizzi con la etichetta, ma su una struttura di controllo che può essere democratica oppure no. NON sottovalutate le garanzie democratiche. Nessuno vi darà il potere di decidere se non capite che il potere è già vostro. Ma anziché chiederlo dovete prendervelo: organizzate strutture di consultazione democratica dentro il movimento 5 stelle. Se Grillo (o chi per lui) non è daccordo con la democrazia è un NEMICO dei democratici e va isolato. Lasciategli il marchio del suo “albergo a 5 stelle” e abbiate il coraggio di pensare un mondo migliore senza aspettare Godot.

      • michele ha detto:

        …se Grillo (o chi per lui) non fosse d’accordo con la democrazia non avrebbe organizzato (fungendo da megafono e risvegliando le coscienze di milioni di Italiani) un movimento che (ti ricordo) è nato e gestito dal basso, ovvero grazie alla volontà e all’impegno di persone “normali” che hanno avuto la necessità di ri-prendere in mano la situazione del proprio paese. Il messaggio è semplicemente quello di pensare a far bene il proprio dovere a casa sua senza dover sempre delegare qualcuno per delle scelte che invece devi iniziare a prendere con responsabilità personale. Se Grillo (o chi per lui) non fosse d’accordo con la democrazia non avrebbe sponsorizzato le iniziative di altri movimenti nati spontaneamente a difesa e per tutelare beni importanti per i cittadini. Ma se tu, invece, utilizzi un “megafono” e vieni eletto anche e -diciamolo- sopratutto grazie a quel “megafono” non puoi pensare di rinnegarne i principi e le basi che hanno dato vita proprio a quel movimento. Il movimento ha la sua consultazione democratica in rete (e aggiungo non su “Chi”), non si deve strutturare come un partito altrimenti finisce per essere un altra cosa. In questa altra cosa si è liberissimi di chiamare Tavolazzi o qualunque altra persona. Dunque se conosci la base e le idee di fondo e se ti sei candidato per il Movimento non puoi riconoscere in Grillo un NEMICO della democrazia.
        Saluti

      • Lino ha detto:

        Se Grillo vuole essere megafono, o fare avanspettacolo, fa solo il suo mestiere. Purtroppo la democrazia non ha necessità dei comici. Grillo disse che si metteva a disposizione per dare un aiuto che non doveva influire sulla attività politica se non perché non avrebbe ceduto il marchio a chi avesse precedenti penali o avesse tradito la piattaforma dei programmi che il movimento 5 stelle avava redatto. Ma non è stato così. Ha instaurato dei dictat, (da cui discende la parola dittatura) che non prevede consultazioni ma impartisce direttive. Ecco perché la cosa diviene un rischio per un popolo italico che cerca il “salvatore della patria”. Le responsabilità personali sono sull’agire della propria persona. E Grillo aveva dichiarato di non avere lui le caratteristiche che chiedeva agli altri, poiché aveva precedenti penali. La sua doveva essere semplicemente una attività di “servizio” di mettere a disposizione degli strumenti, come il web, e gli strumenti giuridici per organizzare le liste locali. Infine ti invito a consultare una enciclopedia sulla parola democrazia: la democrazia non è che consulti tutti e poi fai come cazzo ti pare. La democrazia è un modo di organizzarsi dove si vota e “ognuno vale uno” nei fatti, non a chiacchiere. Grazie del dialogo ..

  4. Samantha ha detto:

    Dalla risposta data a Giuseppe, ora capisco perché hai scritto l’articolo. Perché non ti ha risposto nessuno. C’hai provato, ma niente. Facile fare così: potrebbe esserci qualsiasi tipo di problema sul perché non ti hanno risposto, fatto resta che, fino ad oggi, sei l’unico (che ho sentito io, ovviamente) che si è lamentato di questo. Il logo è di sua proprietà, e con questo? Perché vi attaccate sempre e soltanto a questa storia? Ancora con la storia che Tavolazzi non è stato scelto da Pizzarotti perché Grillo ha detto di no? Sei mai andato sulla bacheca di Pizzarotti, quando aveva accennato a voler scegliere Tavolazzi? Li hai letti i commenti delle persone? Credo proprio di no… e se posso dirtelo, ha fatto benissimo a non ammetterlo nella giunta (e in quei commenti mi ci ritrovo tutt’ora). E se tanti di noi del M5S esprimiamo questo pensiero, Tavolazzi si deve arrangiare.
    Fa parte di un gruppo di persone che vuole la democrazia, ma in realtà non vede l’ora di ‘uscire dal gregge’ e di farsi notare, che si vogliono esporre come persone più importanti di altre, in un Movimento dove ognuno vale uno.
    Il potere di decidere ce l’abbiamo già, e lo sappiamo benissimo.

    • Lino ha detto:

      Ti invito ad ascoltare cosa pensa di Beppe Grillo Paolo Barnard nella intervista seguente:

      a mio avvio centra il punto: “il movimento di Grillo si dissolverebbe in una settimana se non potesse avere un istrione a cui fare riferimento”.
      A mia scusante del fatto che ho raccontato, ossia che ho seguito pedissequamente la procedura per potere iscrivermi al movimento cito semplicemente il fatto che ho commesso l’errore di non essere informato che Grillo quando diceva “ognuno vale uno” dicesse il falso. Mi sono fidato della veste esterna del pifferaio, della musica che dovevano andare tutti affanculo, e però non mi sono reso conto che andrà proprio tutta l’Italia affanculo in mano ad una persona che non usa la democrazia negli organismi democratici di base che sono garanti della architettura interna di una struttura politica apparentemente democratica, almeno nei suoi slogan.
      Ma errare è umano e perseverare diabolico, ecco perché io considero una esperienza positiva il mio contatto con il movimento 5 stelle. Ho imparato che è fatto da tante persone oneste che credono nella democrazia, ma che non approfondiscono cosa sia la democrazia nella sostanza, oltre la apparenza degli slogan. Spero che i casi i epurazione come Tavolazzi non continuino, ma sarà fatale che sia così, finché la parola democrazia sarà una parola che è un suono vuoto senza un significato. Auguri a tutti, ne abbiamo bisogno ..

    • Marcello ha detto:

      “Il potere di decidere ce l’abbiamo già, e lo sappiamo benissimo.”
      Ne sei sicura? Chi ha scritto il “non statuto”? Chi sta decidendo come muoversi per le politiche? Quando qualcuno vi accusa di non essere organizzati per le elezioni del 2013 voi grillini dite chiaro sul blog di Grillo: “Figurati se Casaleggio e Grillo non hanno un piano!” Quindi decidono loro: un comico e una web agency ( a proposito, hai dato unìocchiata ai clienti e ai partners della casaleggio associati?)
      Povera Italia….

  5. Claudia ha detto:

    Mi fai ridere, mandi il tuo certificato penale e ti meravigli che non ti rispondano? E che dovevano dirti, bravo? Il certificato serve si ci si candida alle elezioni, qualsiasi tipo di elezioni, per il resto sono fatti tuoi. Prima, però, di sparlare del movimento, cerca di conoscerlo, scrivi solo per sentito dire, chi è dentro sa che è democratico e che Grillo si fa i fatti suoi. Io l’ho visto solo sul palco a Monza, manco mi ha salutata. Non me la prendo certo, c’era un sacco di gente e ha incontrato solo alcuni del MU, io, del resto, stavo dietro le quinte a sollecitare contributi per poter pagare la serata. Una campagna elettorale che ci ha dato 2 consiglieri, costata circa 3.500 euro, totalmente autofinanziati. Il MoVimento è l’unica alternativa, non vogliamo alleanze perché vorrebbe dire venire a dei compromessi, far parte, cioè, proprio di quello che vogliamo spazzare via. Da soli? No, coi cittadini, solo con loro faremo alleanze

  6. Claudia ha detto:

    Quasi scordavo, Grillo è un comico, verissimo, e che, non è un cittadino? Qualsiasi cittadino può fare politica, pensa che pure la Minnetti! Se non è comica lei! E tanti altri!

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