Lettera Br al SECOLO XIX : «Studenti non sono obiettivo»

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AVREBBE POTUTO SCRIVERE LA STESSA COSA BARNARD…E NOI L’AVREMMO CONDIVISA?
Lettera Br al SECOLO XIX : «Studenti non sono obiettivo»
24 maggio 2012
Ancona – A Brindisi proseguono le indagini sull’attentato alla scuola Morvillo Falcone, che ha provocato la morte di una studentessa di 16 anni, Melissa Bassi, mentre la redazione dell’Ansa di Ancona ha ricevuto una lettera firmata “Brigate Rosse, Brigata Gino Liverani ‘Diego’” in cui si dice che «non sono certo gli studenti o i lavoratori i nostri obiettivi».

La lettera è in fotocopia, riporta anche il noto logo della stella a cinque punte e cita il nome di una presunta brigata intitolata alla memoria di un membro della colonna marchigiana Tommaso Gino Liverani, morto a Managua, in Nicaragua, nel 1985. Il timbro delle Poste di Ancona indica la data del 23 di maggio.

Vi si legge che, «nonostante il subdolo quanto fallimentare tentativo di addossare responsabilità inesistenti su chi conduce la lotta contro il capitalismo e i poteri forti, difesi da questo governo fascista, capeggiato da Monti, con la complicità di Napolitano, in occasione dell’attentato di Brindisi, i fedeli guardiani degli interessi dei padroni, i soliti pennivendoli, continuano nella loro opera di disinformazione! Sono ben altri gli obiettivi dei combattenti! Padroni, classi dirigenti, banchieri prostitute di Stato! I loro uffici del Personale fedeli cani da guardia, aguzzini dei lavoratori. Non sono certo gli studenti o i lavoratori in nostri obiettivi! Voi che avete vissuto e vivete sfruttando e calpestando, è giunto il momento di guardarvi le spalle! La lotta è ripresa».

Morvillo Falcone, indagini in corso Nelle immagini, le parole del preside della scuola: «Non posso sbilanciarmi, sono in stretto contatto con la Procura»

La lettera, scritta in stampatello, con i margini in parte “mangiati” dalla fotocopiatrice, e in alcune lettere ripassate due volte, prosegue così: «Consapevoli del momento storico, il crollo di muri e ideologie, ma insieme con essi, come da noi ampiamente previsto e discusso in altri momenti, il capitalismo, l’imperialismo dopo un naturale sussulto di onnipotenza, ha prodotto lo scempio sociale che stiamo vivendo. I nuovi e vecchi padroni hanno approfittato della debolezza ideologica della massa, per sfruttare e cancellare diritti che con grande fatica i lavoratori si erano conquistati. Serva da lezione. Riteniamo così improrogabile la ripresa della lotta armata per la liberazione del popolo dal giogo capitalista e dalla dittatura dei padroni. Dal momento storico impariamo lezioni, nuove sono le idee e la forma del linguaggio ma immutati gli obiettivi. Questa volta per il popolo con il popolo!».

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