PERCHE’? [esame del caso di Brindisi alla luce dei progetti monarc e mk ultra]

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Giuseppe Guerrera

PERCHÉ?
I conti non tornano.
L’attentato di Brindisi comincia a delinearsi come una “falsa flag” ovvero una operazione terroristica progettata per apparire come un attentato mafioso quando invece i mandanti sono altri.
Nei manuali operativi della CIA le “false flag” sono descritte come azioni terroristiche praticate generalmente in tempo di guerra ma anche in tempi di pace come strategie della tensione, e poste in essere ‘normalmente’ da agenzie di intelligence o servizi segreti.
Alle bombe di Brindisi si è attribuita una matrice mafiosa per la Carovana della Legalità che avrebbe percorso quella città in quel giorno, ed anche perché gli studenti di quella scuola avevano ricevuto un riconoscimento per la diffusione della legalità.
Ma è una interpretazione debole.
Le organizzazioni criminali mafiose hanno bisogno di omertà e la popolazione aderisce alla modalità omertosa per non mettere a repentaglio l’incolumità dei propri cari.
Se però i figli diventano le vittime del terrore la modalità omertosa si spezza e si spezza il legame di soggezione con il territorio sul quale non sarà più possibile organizzare l’illecito.
La Sacra Corona Unita, rispetto alla mafia siciliana, alla camorra campana e alla ‘ndrangheta calabrese, è stata sempre una ‘sorella minore’.
Non ha mai colpito in modo eclatante, ha governato i suoi traffici senza troppi clamori ed ha un ruolo marginale perché non ha la stessa organizzazione capillare e gerarchica delle altre organizzazioni criminali.
Non c’è in atto una guerra tra piccoli clan e ad ogni modo la SCU non ha mai colpito i ragazzi, tant’è che i boss in detenzione in queste ore hanno comunicato la loro estraneità.
Il presunto coinvolgimento della SCU non convince.
Né è pensabile che le altre organizzazioni criminali mafiose abbiano operato su territori estranei al loro diretto controllo, dal punto di vista degli “equilibri criminali” non ha senso.
Per gli attentati dinamitardi le organizzazioni mafiose si avvalgono di C3, C4, tritolo.
L’utilizzo di bombole di gas è anonimo e rudimentale e mal si concilia con la modalità secondo la quale le organizzazioni mafiose lasciano sempre “la firma”.
Possiamo ipotizzare che l’attentato di Brindisi abbia più destinatari.
Innanzitutto sono state colpite le famiglie italiane che nella nuova stagione della strategia del terrore hanno rinnovato il timore per la incolumità dei propri figli all’interno dei luoghi dove si compie la loro formazione.
Colpire le famiglie significa spingerle a “non cambiare” e a sostenere l’ordine costituito per “paura del cambiamento”, atteso che la paura è un sentimento che paralizza non soltanto gli individui ma anche intere collettività.
Un simile attentato è un messaggio a molti ma non si può escludere che possa, contemporaneamente, costituire un messaggio per pochi.
La simbologia criminale non è poi molto complessa.
La scuola di Brindisi è intitolata a Francesca Morvillo Falcone.
Il simbolo della lotta alla criminalità e ai poteri deviati dello Stato, nel corso di questi venti anni, non è stata Francesca Morvillo, per quanto sia deceduta anche lei nella strage di Capaci, ma suo marito Giovanni Falcone.
Colpire la scuola intitolata alla moglie di Falcone fa andare il pensiero alla moglie di Borsellino, Agnese Piraino Leto.
Questo nome è rimasto sconosciuto alle cronache perché la vedova di Borsellino ha deciso di proteggere la sua famiglia tenendola lontano da ogni clamore.
Nel 2010 c’è stata una svolta e ha deciso che era arrivato il momento di parlare e riferire quanto sapeva.
Il 20 aprile 2012 il Tribunale di Palermo ha ammesso la deposizione della vedova Borsellino nel processo contro il generale dei Carabinieri Mario Mori e contro il Colonnello dell’Arma Mario Obinu.
Insieme ad Agnese Piraino Leto sarà ascoltato anche il generale Antonio Subranni nei cui confronti è stata archiviata qualche giorno fa una inchiesta aperta proprio dopo le dichiarazioni rilasciate dalla vedova Borsellino.
Ma tutto questo è un esercizio di fantasia senza riscontri.
Forse nelle prossime ore ci diranno che è un attentatore senza mandanti, un Lee Oswald nostrano.
Comunque sia andata l’obiettivo di lasciare le famiglie italiane sgomente è stato raggiunto.
Abbiamo una sola possibilità per sconfiggere il terrore, non smettere di credere che sia possibile vivere senza paura.
www.democrazia-atea.it

Mi piace ·  · Non seguire più il post · 3 ore fa
    • Lino Cibernetico Tufano Una democrazia non ha, secondo me, necessità di definirsi né cristiana e né atea e né mussulmana e né buddista etc.Premesso questo, ossia che il potere spetta al popolo e va rispettata la libertà di culto se non si configura come apologia di reato (e ciò è già previsto dalla Costituzione Italiana), vengo all’analisi che è stata proposta da Giuseppe Guerrera:

      Io penso che “sarà attribuito ad un folle l’attentato”, e però vi sono dei potersi occulti che usano delle persone con problemi psichici per usarli come arma che raggiunga lo scopo del terrorismo e poi potere rompere la catena che colleghi ai mandanti.

      Cito su ciò il caso di Paolo Ferraro magistrato con due perizie psichiatriche che dicevano che è “sano di mente” eppure destituito, perché le sue indagini dovevano essere interrotte proprio perché si interessavano a mettere in luce se vi fossero le tecniche progetto “mk ultra” e “progetto monarc” anche in italia.

      Noi non sappiamo se c’è un legame tra il caso di Brindisi ed il caso Ferraro, ma sappiamo i fatti: il caso Ferraro non è stato ufficializzato da nessun telegiornale ed è stato classificato come “complottismo”, quindi fantasie non supportate da prove.

      Ed invece -a sentire Ferraro- egli aveva raccolto prove e potrebbe dimostrare ciò che dice.

      “C’è un giudice a Berlino?” .. diceva Kennedy ..

      C’è un giudice anche in Italia con la possibilità di indagine che si basi sul diritto di processare *chiunque* su base di riscontri oggettivi?

      Io mi auguro di sì.

      Ma -dice Ferraro- come non si può processare la mafia, e ne è prova la uccisione di Falcone e Borsellino, così non si possono processare “i poteri occulti”.

      Anziché processare i poteri occulti serve una azione politica che dia sostegno a togliere potere a chi non permette che i giudici possano fare la loro funzione.

      Serve quindi un nuovo progetto politico in cui le forze di sinistra, di centro, e di destra che non si sono vendute e non sono in vendita trovino un comitato di liberazione nazionale (CLN) per il ripristino della democrazia.

      Chi fosse interessato alla democrazia, alla democrazia senza aggettivi, può partecipare a livello sia di singoli e anche di organizzazioni:

      https://partitoviola.wordpress.com/2012/05/19/assemblea-nazionale-domenica-27-maggio-2012-ore-930-a-roma/

      pochi secondi fa · Mi piace ·
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Una risposta a PERCHE’? [esame del caso di Brindisi alla luce dei progetti monarc e mk ultra]

  1. Commento trovo che qualunque sia irisorio e nonon opportuno ora che si svolgono l’indagini. Cmq concordo con l’autrore dell’articolo quando dice che la maggior forza per combattere certi poteri occulti, sicuramente anche questa volta autori di questa violenta e tragica perdita é creare una nuova classe Politica. Arrivare al vero mandante di questo crimine sarà lungo però nulla imposibile se lo si vuole, io credo che chi sta già sa qualcosa di più che ora non lo possa dire. Ora è il momento di essere ancora più uniti e fermi nella lotta contro qualunque criminalità organnizzata e anche isolata.

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