L’agenzia per la ricerca scientifica del Pentagono (DARPA) vuole impiantare dei chip nei soldati [di Medea Giò]

Grazie a Medea Giò:
L’agenzia per la ricerca scientifica del Pentagono (DARPA) vuole impiantare dei chip nei soldati.
La notizia è apparsa oggi su La Stampa con il titolo: “Il progetto del Pentagono: microchip per monitorare la salute dei soldati”.

La motivazione ufficiale, dunque, è il controllo dello stato di salute; nell’articolo leggiamo infatti:
“Per i militari, malattie e infezioni sono la prima causa di impossibilità a combattere – più ancora delle ferite riportate – e hanno avuto storicamente un effetto più deleterio delle morti in battaglia. Poter individuare in tempo reale i soggetti più a rischio, intervenendo rapidamente con cure e terapie rappresenterebbe un vantaggio non da poco…”
Sembrerebbe così che un progetto come questo sia nato per il bene e la tutela dei soldati.
Eh già, sembrerebbe… Katherine Albrecht, autrice del libro “Spychips” (un saggio sulle nuove tecnologie di tecno controll), afferma difatti che “la sperimentazione di simili soluzioni su persone soggette a discipline particolari, come prigionieri e militari, è solo il primo passo verso un tracciamento degli individui più capillare”.

Vi sembra un’affermazione troppo azzardata? Allora probabilmente siete all’oscuro degli esperimenti di controllo mentale in ambito militare.
Tale progetto è conosciuto come progetto MK-Ultra. Su wikipedia leggiamo: “I documenti recuperati fanno supporre che la CIA abbia somministrato LSD, Fenciclidina ed elettroshock al fine di controllare le menti dei soggetti sottoposti. Le cavie erano dipendenti della CIA, personale militare, agenti governativi, prostitute, pazienti con disturbi mentali e persone comuni; il tutto con lo scopo di verificare che tipo di reazione avessero queste persone sotto l’influsso di droghe e altre sostanze.”Tutto ciò è ufficiale e dimostrabile (cit: “A partire dal 1977, oltre 20.000 documenti sono stati ufficialmente declassificati grazie al Freedom of Information Act; tra questi, anche alcuni relativi al Progetto MK-ULTRA.”).

Un altro esempio di sperimentazione sui militari è l’inoculazione di vaccini contenenti sostanze tossiche.
Da anni si formano commissioni parlamentari per capire perché i militari si ammalano e muoiono (per leucemia, linfomi o tumori cerebrali).
L’anno scorso la procura di Roma ha persino aperto un’inchiesta sulle morti improvvise di militari italiani; i sospetti sono subito ricaduti sui vaccini…
Sempre nel 2011 è comparso un articolo interessante su La Nazione di Firenze: “Militari: morti sospette, il medico: “La causa è nei vaccini”. Massimo Montinari, dirigente dell’ufficio sanitario del VII reparto della Polizia mobile di Firenze, afferma che il nesso delle morti militari è con ”la vaccinoprofilassi cui vengono sottoposti periodicamente i militari, spesso inutilmente, senza controlli, senza verificare le loro condizioni cliniche e se gia’ immunizzati, e con alcune sostanze usate per la somministrazione del vaccino, che hanno un effetto cancerogeno”.

http://lalternativaitalia.blogspot.it/2012/05/militari-come-cavie-per-controllo.html

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