Krugman (Nobel Prize in Economics 2008): “Paul Krugman: Pain Without Gain” (Sacrifici senza vantaggi) [English/Italian version]

Paul Krugman

Paul Krugman

la gente influente è riluttante ad ammettere che le idee politiche che pensavano  di saggezza profonda in realtà erano  follia assoluta e distruttiva.

Monday, February 20, 2012

Paul Krugman: Pain Without Gain

Reducing aggregate demand when spending is already falling makes things worse, not better:

Pain Without Gain, by Paul Krugman, Commentary, NY Times: Last week the European Commission confirmed what everyone suspected: the economies it surveys are shrinking… It’s not an official recession yet, but the only real question is how deep the downturn will be.

And this downturn is hitting nations that have never recovered from the last recession. … Worse yet, European leaders — and quite a few influential players here — are still wedded to the economic doctrine responsible for this disaster. …

Specifically, in early 2010 austerity economics … became all the rage in European capitals. The doctrine asserted that the direct negative effects of spending cuts on employment would be offset by changes in “confidence,” that savage spending cuts would lead to a surge in consumer and business spending, while nations failing to make such cuts would see capital flight and soaring interest rates. …

Now the results are in… The confidence fairy has failed to show up: none of the countries slashing spending have seen the predicted private-sector surge. Instead, the depressing effects of fiscal austerity have been reinforced by falling private spending.

Furthermore,… austerity’s star pupils, countries that, like Portugal and Ireland,… still face sky-high borrowing costs. Why? Because spending cuts have deeply depressed their economies, undermining their tax bases to such an extent that the ratio of debt to GDP … is getting worse rather than better.

Meanwhile, countries that didn’t jump on the austerity train — most notably, Japan and the United States — continue to have very low borrowing costs, defying the dire predictions of fiscal hawks. … Yet as far as I can tell, austerity is still considered responsible and necessary despite its catastrophic failure in practice.

The point is that we could actually do a lot to help our economies simply by reversing the destructive austerity of the last two years. That’s true even in America, which has avoided full-fledged austerity at the federal level but has seen big spending and employment cuts at the state and local level…: all the federal government needs to do to give the economy a big boost is provide aid to lower-level governments, allowing these governments to rehire the hundreds of thousands of schoolteachers they have laid off and restart the building and maintenance projects they have canceled.

Look, I understand why influential people are reluctant to admit that policy ideas they thought reflected deep wisdom actually amounted to utter, destructive folly. But it’s time to put delusional beliefs about the virtues of austerity in a depressed economy behind us.

fonte:
http://economistsview.typepad.com/economistsview/2012/02/paul-krugman-pain-without-gain.html?cid=6a00d83451b33869e2016301b601ae970d

Italian version:

Sacrifici senza vantaggi

La settimana scorsa la Commissione Europea ha confermato ciò che tutti sospettano:
le economie che sorveglia sono in contrazione.
Non é ancora una recessione ufficiale, ma l’unica vera domanda  è quanto pesante sarà il calo.
In più questa contrazione sta colpendo le nazioni che  mai si sono sollevate dall’ultima recessione..
E dato che non c’è limite al peggio,  leaders europei – e qui, alcuni personaggi importanti – sono ancora legati a doppio filo  alla dottrina economica responsabile di questo disastro.
In pratica, all’inizio del 2010  l’austerità è diventata di moda nelle capitali europee.
La dottrina affermava che gli effetti negativi diretti delle riduzioni delle spese sull’occupazione, sarebbero stati compensati da aumenti nella fiducia  e che le selvagge riduzioni delle spese  avrebbero condotto ad aumenti nei  consumi e nelle spese per affari, mentre le nazioni che non riuscissero a fare tali tagli avrebbero visto la fuga dei capitali e l’aumento dei tassi d’interesse.
Ora i risultati sono evidenti …..”la favola della fiducia non è riuscita ad emergere”: nessuno dei paesi che riducono le spese drasticamente ha visto la crescita prevista nel settore privato. Invece, gli effetti deprimenti dell’austerità fiscale sono stati rinforzati dalla caduta delle spese private. Ancora, cari seguaci della stella dell’ austerità, ci sono paesi che, come il Portogallo e l’Irlanda, ancora affrontano costi elevati sul prestito. Perché? Perché le riduzioni delle spese hanno pesantemente depresso le loro economie, insidiando le loro basi imponibili a tal punto che il rapporto del debito al P.I.L. sta peggiorando, anziché aumentare.
Nel frattempo, paesi che *non sono saliti* sul treno dell’ austerità, specialmente, il Giappone e gli Stati Uniti continuano ad avere costi del prestito molto bassi, sfidando le previsioni terribili dei falchi fiscali
Tuttavia per quanto posso dire, l’austerità è ancora considerata fondata e necessaria malgrado i i catastrofici  risultati pratici.
Il punto è che potremmo realmente fare molto per aiutare  le nostre economie invertendo l’austerità distruttiva degli ultimi due anni .
E questo é vero anche in America che ha evitato la piena austerità a livello federale ma ha visto i grossi tagli di spese ed occupati a livello statale e locale…..tutto quello che deve fare il  governo federale per dare una bella scossa all’economia è di fornire aiuto alle istituzioni di livello inferiore permettendo di riassumere le centinaia di migliaia di insegnanti che hanno licenziato e far ripartire i progetti di costruzione e manutenzione che sono stati cancellati.
Guardate, io capisco perché la gente influente è riluttante ad ammettere che le idee politiche che pensavano  di saggezza profonda in realtà erano  follia assoluta e distruttiva. Ma è tempo di mettere la credenza maniacale sulle virtù dell’austerità in un’economia depressa dietro noi.

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