Monti d’America? .. un inganno con “un aquila con due ali destre” [di Giulietto Chiesa]

Monti della Libertà?

Monti della Libertà?

LANDINI: "MONTI? NON VEDO DISCONTINUITA' CON BERLUSCONI"

LANDINI: "MONTI? NON VEDO DISCONTINUITA' CON BERLUSCONI"

testo dell’intervento
un inganno con “un aquila con due ali destre” [di Gilulietto Chiesa]

Ciao a tutti ..

questa settimana parleremo di elezioni ..

.. per forza di cosa, perché la “casta (dei politici) si sta preparando attivamente a trovare una sostituzione a questo inter-regno nel quale è stata (la casta) sostituita dai “tecnici” della grande finanza internazionale.

I due partiti principali dell’inciucio (complotto) il partito democratico (PD) e il partito di Berlusconi (PDL) stanno discutendo tra di loro attivamente per trovare la soluzione migliore per i loro interessi cioé ammettono di averci defraudato in tutti questi anni della democrazia. Dicono che ce ne vogliono restituire un pochino .. ma -in realtà- stanne semplicemente studiando di tenere in piedi la struttura che hanno costruito e che unicamente nel loro interesse e che è una struttura che ci ha espropriato di una possibilità di eleggere i nostri rappresentanti.

Gli italiani se ne sono accorti perché una quota vicina alla metà dell’elettorato non ha nessuna fiducia in questa gente (la casta al potere sia di destra che di centro che di sinistra a formare il monoblocco che sta sostenendo il governo Monti).. e probabilmente non andrà a votare ..

.. ma resta il fatto che il “coltello -per adesso- lo hanno loro (la casta) dalla parte del manico” ..

e cosa vogliono fare?

Vogliono tenere il sistema bipolare maggioritario e vogliono tenere in questo modo e di eleggere il nuovo futuro parlamento. Questo è il quadro delle cose. E -naturalmente- è chiaro che questa democrazia è ormai profondamente lesionata.

Aspettarsi da questa gente .. una qualunque soluzione .. non dico democratica, ma neanche ragionevole, NON E’ RAGIOEVOLE.

Questa gente è corrotta, è compromessa, ha già stipulato al suo interno sia a destra che a sinistra accordi che non può più rinnegare .. fanno parte della stessa famiglia .. come diceva il grande scrittore americano Gore Vidal(*) “sono un aquila con due ali .. tutte e due destre”

(*) http://it.wikipedia.org/wiki/Gore_Vidal

.. come possono volare è un mistero .. ed infatti non volano per niente, anzi volano molto basso .. sempre più vicino alle fogne. Quindi detto questo la discussione finisce qui. Bisognerebbe andare ad un sistema elettorale proporzionale puro come prevedeva la nostra Costituzione, quella originaria del ’48 (1948). Bisognerebbe tornare a forme di democrazia moderna.. anzi andare (poiché in una vera democrazia non ci siamo mai stati a causa delle insidie dei poteri forti) a forme di democrazia moderna .. che prevedano un interesse diretto e una partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica, a tutti i livelli, dallo stato e cioé dal parlamento centrale, alle regioni, alle provincie che speriamo se ne faccia a meno in futuro, ai comuni, alle organizzazioni territoriali, ai quartieri, una forte possibilità dei cittadini di intervenire su tutte le questioni della loro vita, dai piani regolatori fino alle grandi scelte economiche e politiche del paese.

Tutto questo è di la da venire, e non avverrà se non ci sarà una grande mobilitazione popolare.

Eppure -va detto- che una parte rilevante degli italiani è vicina a questa concezione a questa idea: non solo esiste un grande movimento popolare nel paese che è stato dimostrato ripetutamente. E’ stato dimostrato l’anno scorso (2011) quando si sono votati i 4 referendum. La grande maggioranza, la maggioranza assoluta ossia il 53% del corpo elettorale si è espressa contro le scelte fondamentali del governo. Quindi contro la privatizzazione dell’acqua, contro il nucleare. Si è espressa perché ci fosse un’altra linea. La linea della difesa dei “beni comuni”.

Quindi non esiste un “popolo bue” ignorante ed incapace di reagire .. solo che si trova in un punto -in uno snodo- delicatissimo .. e questo snodo non è stato ancora superato.

Cosa voglio dire?

Voglio dire che in questa fase nei movimenti c’è ancora una grande confusione (**vedi il mio intervento: di Lino Cibernetico il 9-2-2012 sulla pagina de INDIGNADOS, in coda a questo testo) ..

.. e questa confusione riguarda il rapporto tra la “democrazia rappresentativa” e la “democrazia diretta”

.. io sono convinto che le forze che hanno portato alla vittoria dei referendum AVESSERO CHIARO QUESTO ASPETTO! .. cioé avessero chiaro che -oltre che alla partecipazione popolare- che è stata grandiosa -ed è- molto potente → occorre anche una RAPPRESENTANZA!

.. questo è un punto VITALE .. CHE

  • O LO SI CAPISCE
  • OPPURE SI E’ DESTINATI ALLA SCONFITTA

.. perché non si riuscirà ad avere una massa critica sufficiente per produrre un cambiamento nelle istituzioni.

Noi ci troviamo -questa è la mia valutazione- in un punto drammatico che richiede una forma costituente nuova .. io ribadisco la mia posizione e quella di “alternativa”: noi siamo perché la Costituzione venga mantenuta nella sua parte essenziale, nel suo spirito oltre che nella sua lettera e quindi non siamo noi che chiediamo un cambio di Costituzione! .. ma non c’è dubbio che questa Costituzione è già stata lesionata profondamente e richiede un cambio che consenta ai cittadini -di oggi- di esercitare il loro potere, la loro sovranità, in un modo che sia adeguato a questa concreta situazione in cui i partiti tradizionali hanno fatto tutti fallimento e occorre guardare a una nuova partecipazione del popolo.

Questo punto rimane scoperto.

Rimane non chiarito nella testa di milioni e milioni di cittadini e di milioni e milioni di italiani e soprattutto di GIOVANI.

Voglio raccontare un episodio:

Ho avuto recentemente un incontro con un gruppo di giovani “indignados”.
Si parlava del debito e a un certo punto uno di questi ragazzi mi ha detto “perché non facciamo come l’ISLANDA?”

E io gli ho risposto ( e non immaginavo che reazione ci sarebbe stata):

Ma per fare come l’ISLANDA ci sarebbe bisogno di sapere che non non siamo 350 mila ma siamo più di 50 milioni di persone e organizzare 350 mila e 50 milioni di persone sono due cose qualitativamente differenti! L’una richiede (la nostra situazione italiana) una organizzazione _politica_ ..

E questa parola ha sollevato tra tutti in presenti -un discreto numero- una reazione negativa!

Non la parola “organizzazione” ma la parola “politica”.

Ecco questo è il frutto -io conosco le ragioni, so che c’è questo rigetto della parola politica, del concetto di politica- perché questa gioventù non è stata certamente educata a sapere cosa è la politica!

O meglio è stata diseducata profondamente e gravemente lesionata proprio su questo terreno.

Quindi comprendo la loro reazione, e -tuttavia- senza una organizzazione politica, senza una nuova rappresentanza, noi non potremo sciogliere il problema democratico di questo paese.

Come farla?

Vengo al concreto: in una situazione come questa .. aspettarci che sia questo parlamento a darci una nuova leggere elettorale e a ricondurre l’Italia sulla via democratica è assolutamente irrealistico.

Sottolineo: irrealistico.

Allora il problema è: “come fare questa cosa?”

.. “noi vogliamo contrapporre a questa degenerazione della politica → la «partecipazione DIRETTA DI 50 MILIONI DI PERSONE»” è dire una cosa senza senso, perché questa partecipazione diretta non ci può essere.

Occorre un luogo, occorrono delle gerarchie democratiche, e di sapere, occorre una forma organizzativa della democrazia che consenta a 50 milioni (e oltre) di persone di partecipare.

La democrazia diretta non è praticabile in una forma così complessa (***)

(***) in realtà è da modificare la forma di rappresentanza, a parere dei viola e di coloro per cui “ognuno vale uno”.
Nelle strutture di partito ordinarie è il vertice del partito che consente la scalata in un partito e ad essere candidabili, ad esempio detenendo i diritti sul simbolo elettorale.
Però sia nel partito e anche nelle istituzioni dovrebbe essere “la base” a eleggere i propri rappresentanti! In tal modo la democrazia diretta si attuerebbe nella forma per cui i rappresentanti siano solo dei portavoce di ciò che è frutto della piattaforma votata da tutta la base. Infine i “portavoce” devono essere facilmente sostituibili alla stessa maniera che un amministratore di condominio perda il suo mandato, e quindi con effetto immediato, mentre nella struttura attuale della Costituzione Italiana il parlamentare “non ha vincolo di mandato”.

Continua Giulietto Chiesa:

.. (democrazia diretta) -quindi- NON DA SOLA.

.. lo può essere in un intreccio fecondo tra “democrazia rappresentativa” & “democrazia diretta”, questo sì!

.. tra le forme della partecipazione nuova, questo sì!

.. noi di “alternativa” abbiamo ripetutamente detto ed io lo ribadisco qui: una delle forme chiave per ribadire la democrazia è la difesa del proprio territorio.

Intendendo per “territorio”

  • La nostra mente
  • Il nostro corpo
  • La nostra scuola
  • Il nostro luogo di lavoro, la fabbrica dove lavoriamo
  • Il marciapiede su cui camminiamo
  • Il parco dove vanno a giocare i nostri figli

.. questa è la partecipazione diretta!

Ma nello stesso tempo dobbiamo sapere che da lì, a tutto il resto ci corre un grande mare .. e questo grande mare deve essere rappresentato, deve essere riempito da qualche cosa.

Questa non è una predica!

E’ una proposta politica.

Perché?

Perché le forze ci sono! Ci sono tante di queste forze. Ma ciascuna delle quali continua ad agire separatamente dalle altre! .. e -in molti casi- rifiuta qualunque tipo di rapporto con una visione politica più generale.

Ovviamente non si può costringere nessuno .. non si può imporre a nessuno questo percorso .. ma noi non ci stancheremo, io non mi stancherò di ripetere che senza questo percorso non c’è vittoria.

Guardate cosa sta succedendo -in questo momento- a livello europeo -daccordo con il nostro governo- si stanno prendendo decisioni che ci esproprieranno di ogni forma democratica.

Vogliamo lasciare che le cose vadano avanti così?

O vogliamo cercare di opporre una resistenza?

.. e per opporre una resistenza dobbiamo acquisire una massa critica sufficiente!

.. non basta la sommatoria di mille esperienze separate!

.. questo avremmo dovuto capirlo -da tempo- in molti.

Occorre tentare (di trovare una sintesi) .. qualcuno mi potrà obiettare “ma è molto difficile” e io rispondo: sicuramente “molto difficile” ma in un momento di crisi come questa -la crisi sta arrivando a grandi falcate con la sua lama tagliente che ci scarnificherà tutti se non sappiamo difenderci- io ripeto: è molto difficile, certo che è difficile, ma noi dobbiamo sapere che se non lo facciamo (di trovare una soluzione) non ci sarà nessun altro che lo farà.

Dobbiamo anche aggiungere una cosa. Vorrei che fosse chiara e vorrei dirla a conclusione di questa riflessione che condivido con voi: Guardate che i tempi non sono molto lunghi!

Coloro che ci stanno portando al disastro ci stanno portando anche alla GUERRA.

E noi dovremo saper che possiamo trovarci di un tratto in una situazione più grave di quella che è adesso e senza avere il tempo e la possibilità di difenderci.

Perché coloro che ci portano al disastro hanno in mano anche la possibilità di manipolare le notizie e le informazioni, la situazione, e hanno anche la possibilità di montare contro di noi, cioé contro il popolo, contro la democrazia, un’isteria bellicista collettiva (di appoggio alla guerra).

Quindi sappiamolo che noi non possiamo aspettarci aiuti da nessuna parte! .. non esiste una provvidenza “politica”.

Esiste soltanto la volontà politica e la razionalità politica di coloro che vogliono cambiare le cose.

Noi siamo in tanti .. ma siamo divisi.

Bisogna che superiamo questa divisione per diventare “tanti uniti e potenti”

L’«alternativa c’è» vediamo di realizzarla insieme.. e buona fortuna a tutti …

****************************************************

articolo di Giulietto Chiesa su Libre:
10/02/2012
http://www.libreidee.org/2012/02/giulietto-chiesa-difendiamoci-insieme-o-ci-fanno-a-pezzi/

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(**)

Sulla questione della democrazia diretta degli indignados:

INDIGNADOS

http://www.facebook.com/groups/231696853560111/

  • Piero Chiarucci Antonionilino cibernetico,tutta questa chiacchierata non e’ altro che quello che da qualche mese si consuma nelle varie discussioni o approfondimenti che si fanno e che si conoscono bene, poi c’e’ chi le fa sue e chi non,adesso c’e’ la piazza quella che forse riuscira’ a cambiare qualcosa,ti ricordo qualora tu non ne fossi a conoscenza che il nostro movimento si ispira a comportamenti e manifestazioni che rifiutano la violenza,e che sopratutto non hanno legami con i partiti,detto questo spero che tu sarai con noi il 22 /02/ .saluti.

    mercoledì alle 22.54 · Mi piace
  • Piero Chiarucci Antonionidimenticavo,grazie del coraggio che ci dai per organizzare queste manifestazioni a mio modo di vedere utili se non altro per arrodare persone ad un cammino che si prospetta lungo ed estenuante.ma non tutti la pensiamo allo stesso modo purtroppo.

    mercoledì alle 23.18 · Mi piace
  • Piero Chiarucci Antonioninon riesco a trovare occupy milano su fs

    mercoledì alle 23.36 · Mi piace
  • Piero Chiarucci Antonionitrovata ,ma e’ quasi disattivo come movimento, ci credo che qualcuno non condivide le manifestazioni.

    mercoledì alle 23.51 · Mi piace
  • Lino Cibernetico TufanoPiero Chiarucci Antonioniso bene che la linea maggioritaia di INDIGNADOS è apartitica. Ciò nonostante le manifestazioni fine a se stesse hanno portato in Spagna a vincere la destra. Io penso che molta gente non lo ha fatto di proposito di non dare nessuna indicazione di voto, ma solo per il senso di disgusto alla corruzione di chi si avvicina al potere (corruzione presente in genere, ma non sempre, perché le responsabilità sono personali e va singolarmente in galera chi ruba, e non per il partito politico o perché era idraulico o di un altro mestiere o per il colore dei capelli). C’è però un rischio: se indignados non inizia seriamente a spiegare come si propone di cambiare le cose e fa solo delle belle accampade, ossia occupazioni di piazza o accampamenti, ciò sarà senzaltro una cosa molto folcloristica, ma poco efficace per cambiare la società.

    Se questo movimento -indignados- si farà allora strumento per concorrere ad ANESTETIZZARE (addormentare) un pensiero in grado di sviluppare un ragionamento -> allora -> non sarà un problema di parole codice come “partito” o “politica” a fare la differenza.

    La differenza sarà che vi farete strumento per opprimere le masse perché non avrete consentito un dialogo serio che risalisse alle cause della crisi e proponesse cose credibili -soluzioni democratiche- proponendo di vincere perché eravate/eravamo capaci di convincere.

    Ripeto che io sono con il carattere pacifico e orizzontale del movimento indignados che io difendo.

    Ma quando si vuole bene ad una o più persone gli si dice -secondo me- le cose che non vanno perché una ferita non curata poi causa l’amputazione o la morte.

    Meglio la durezza e la lama affilata della verità se si ambisce alla vita e non alla morte.

    more info di cosa propone il 99% che si sta formando con o senza indignados:
    https://partitoviola.wordpress.com/2012/02/08/ne-e-valsa-la-pena/

    partitoviola.wordpress.com

    ne e’ valsa la pena? pubblicata da Christian Di Chiara il giorno domenica 5 febbraio 2012 alle ore 0.09 · http://www.facebook.com/notes/christian-di-chiara/ne-e-valsa-la-pena/101505714333824
    Ieri alle ore 0.05 · Mi piace ·
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5 risposte a Monti d’America? .. un inganno con “un aquila con due ali destre” [di Giulietto Chiesa]

  1. stefania toti ha detto:

    ciao sono un indignata attiva a perugia e leggendo questo articolo che hai scritto a me sembra che siamo in sintonia! quello che si sta cercando e’ appunto di mettere tutti insieme associazioni, coordinamenti,movimenti,categorie di lavoratori e non…insomma tutti..ovvio non sara’ facile. vero siamo apartitici ma non apolitici! stiamo cercando di organizzare un evento unico nel suo genere..senza bandiere,senza simboli,senzapartiti ne sinzacati .. solo persone unite senza distinzioni…il popolo! per quanto riguarda la democrazia diretta (mio pensiero personale) si puo’ avere! esistono strumenti che ce lo consentirebbero…ovvio si puo’ anche passare per una democrazia “innesto” diretta e rappresentativa cioe’ “portavoce” ora pero’ la cosa piu’ urgente da fare e’ comprendere che dobbiamo uscire da una forma di assistenzialismo da cui siamo affetti e riprendere in mano la nostra “intenzionalita’”!! questo permetterebbe di essere un “corpo unico” se riusciamo ad arrivare il il piu’ e’ fatto…ma non c’e’ molto tempo siamo al limite…. scusa la mia ignoranza non so di dove sei ma se ti trovassi a passare per perugia mi farebbe piacere fare due chiacchiere

    • Lino ha detto:

      Grazie Stefania del tuo contributo al dibattito. Il punto è -cara Stefania- che non bisogna avere paura delle parole. Né giustamente della parola “politica” come anche tu fai e neanche della parola “partito”. Ti dico la mia motivazione: è vero che dire “partito” potrebbe sembrare che stiamo presentando un discorso di “parte” cioé che sembrerebbe a puntare a dividere, a contrapporre delle rivendicazioni di qualcuno contro qualcun altro. Ma se non notiamo che ciascuna singola persona è solo una parte eppure ha diritto a dire la sua idea, allora, non possiamo accorgerci che è la interazione di più parti che si possono confrontare e cercare una soluzione che soddisfi tutte le parti. Quindi un discorso che deve tendere ad una soluzione unica, ma non lo potrà mai essere se non abbiamo la onestà di dirci la verità. E la verità è che ogni persona ogni associazione ogni movimento ha un punto di vista parziale e solo incontrandoci tutti e legittimandoci tutti almeno ad ascoltare le ragioni degli altri possiamo avere una speranza che dal dialogo ci si possa capire e mettere a frutto tutti i punti di vista. E del resto io penso una democrazia che -come ho scritto- sia della base che scelga in modo più ampio possibile posizioni maggioritarie avendo dato a tutti il diritto di espressione. Né ceduto un potere di portavoce immagine una potestà insindacabile, ma anzi destituibile laddove la base ritiene che il rappresentate stia esprimendo posizioni difformi o corrotte da ciò che gli era stata delega di rappresentare fedelmente. Dobbiamo provare a essere UNO anche se sembra difficile ma non lo è, se capiamo che solo così ci possiamo salvare: rispettando tutti a partire dai singoli esseri umani, pianti, animali, ed ogni ente che è. Il pianeta ha 4,5 miliardi di anni e dovrebbe avere altrettanta vita davanti se noi non ci distruggeremo prima per non esserci saputi parlare ..

  2. stefania toti ha detto:

    grazie per avermi risposto!! penso che stiamo dicendo le stesse cose!! non ci trovo nulla di diverso se non per il fatto delle tempistiche,mi spiego… io credo che al momento non essendoci ancora questa coesione tra “tutti” gruppi vari,movimenti,associazioni ecc non e’ il momento adatto per parlare di partito perche’ allora si che dividerebbe… se prima non si passa per la “comuicazione” il “confronto” non potremmo essere uniti e non potremmo essere “uno”… allo stesso tempo non ci sarebbero tutti quei punti di vista che permetterebbero una “democrazia” vera tanto da decidere “iinsieme” in che modo andare avanti e “RISOLVERE” i malanni di questa societa’!

    • Lino ha detto:

      Stefania, grazie a te di questo dialogo. Vedi io penso che per amare e sapere cosa sia la politica necessiti sapere e amare la filosofia. E forse hai ragione tu. Nel senso che dire oggi la parola “partito” è una provocazione (magari prematura) che nessuno riesce a capire perché siamo *programmati* a reagire alle parole come per riflesso condizionato, con un indottrinamento che avviene su tutti i media, come in questi giorni, in cui sembra che la neve sia il solo problema che ci sia da risolvere. Ma -secondo me- stiamo facendo un errore: per fare una casa non si parte dal tetto, ma dalle fondamenta. Analogamente per avere una gestione sana di una moneta -l’euro- si doveva partire da una unione politica e fiscale in Europa, spiegando quale era il progetto e mettendo dei referendum di adesione _per_tutti_gli_stati, senza furto di democrazia. Infine una opera di rappresentanza deve garantire la maggioranza, ma anche i singoli che potranno valere poco, ma non devono valere zero anche se sono una piccola parte, una minoranza, o persino un folle, che però ha diritto a essere ascoltato nel chiederci i perché di quella follia. E’ una cosa di civiltà. E’ una qualità che non ci rende degli animali brutali capaci solo di schiacciare gli altri ma interrogarci sulle domande e sui perché di tutti. Se si procederà con il “dagli all’untore” di Alessandro Manzoni nella peste a Milano.. oppure con il massimalismo che già percorse la Germania di Hitler di bruciare il passato perché era vecchio ed inutile.. (poiché i tedeschi sarebbero stati una razza superiore) avremo rinunciato a essere “nani sulle spalle di giganti” .. che avrebbero potuto vedere -sebbene nani- ciò che i giganti non poterono vedere: noi infatti potevano poggiarci sulle loro spalle (dei giganti) ma non lo volemmo fare perché pensavamo che il passato non servisse, che bastasse demonizzare il dolore che attraversò la storia, e bruciamo la storia, ma -ci accorgemmo troppo tardi- che bruciavamo la possibilità di avere un futuro .. se non abbiamo saputo amare anche l’altro, l’altro da noi.

      • stefania toti ha detto:

        condivido cio’ che dici! e credo che proprio quello che manca e’ dare piu’ attenzione in modo sentito e reale agli “altri”. cosa che e’ mancata, presa dalla frenetica crescita nel “mondo” fuori di noi…. e’ proprio per questo che penso sia prematuro “un partito” perche’ manca una “visione ” interna…. non dobbiamo fare sempre lo stesso errore che la storia ci insegna, ovvero “una rivoluzione esterna” perche’ cambieremmo veramente poco….. rispetto al fatto che abbiamo perso il nostro futuro non lo credo…. la crisi e’ la cosa migliore che puo’ capitarci, (sia personale) nella societa’ e’ un momento di destabilizzazione che permette la crescita. superare i nostri limiti e’ la cosa che ci caratterizza!

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