Protocolli dei Savi di Sion: Né veri Né falsi

In una situazione di grande confusione come quella che vive ogni angolo del pianeta vale la pena di esercitarsi -grazie al metodo scientifico- sul documento attuale, perché?

A nostro avviso perché il metodo della scienza, per il suo carattere autocorrettivo, come teorizzato da Popper in “Logica della scoperta scientifica, il carattere autocorrettivo della scienza” .. non si appoggia sul concetto di “fonte autorevole”.

In buona sostanza un fatto non è vero o falso perché “ci dobbiamo fidare di chi lo attesta!” Perché chi attesta un fatto potrebbe dire il vero o il falso per ragioni a noi sconosciute. Inoltre -anche volendo essere (o presupporre altri) “in buona fede”- la conferma di un fatto non può essere lasciata al diritto di opinione, e infine -anche involontariamente- c’è sempre una parte dei fatti riportati che sono miscelati con dati riscontrabili e dati in parte erronei, o del tutto falsi.

L’opera letteraria che stiamo esaminando non va considerata Né vera e Né falsa a priori, come non è Né vera e Né falsa ogni teoria anche supportata da verifiche scientifiche come potrebbe essere la teoria della relatività di Einstein.

Infatti -ad esempio- la relatività di Einstein è confermata in molti esami di laboratorio sul fatto che la vita media di particelle subatomiche aumenta o diminuisce a secondo della velocità a cui viaggiano, e ciò dice che il tempo scorre per la materia in relazione al sistema inerziale a cui fanno riferimento dando quindi una conferma delle equazioni matematiche con cui si relaziona il tempo e la velocità nella suddetta teoria.

more info sulle equazioni: http://digilander.libero.it/n8/lorentz.htm

La teoria di Einstein -però- contiene anche cose false: infatti non da conto dell’effetto entanglement. Ossia quella situazione in cui le alterazioni sui fotoni sono correlate in posti diversi a una velocità superiore a quella della luce.

more info: http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=entanglement.html

Quindi qualunque trattato o teoria è sottoponibile a verifica per vedere cosa ci dice e ciò va fatto senza pregiudizi di totalitarismo a immaginare il 100% del vero o il 100% del falso in ciò che troviamo .. e questo (l’arte di separare il vero dal falso) è un ottimo esercizio anche quando apprendiamo una notizia da un amico, da un telegiornale in tv, o da una notizia di stampa.

La domanda che ci dovremmo porre è infatti: come posso verificare che ciò che qui è detto sia vero? come posso verificare che sia falso? In che percentuale potrebbe essere vero o falso?

Ecco perché il documento di cui vi fornisco il link vi consente di leggere i “Protocolli dei Savi di Sion” sul testo originale (tradotto) più altre indagini, come reperibili in rete.

L’esercizio è quindi: cosa mi risulta vero e cosa mi risulta falso?

Vi dico una mia opinione: il testo non afferma né cose vere e né cose false. La realtà non è mai perfettamente bianca o nera. Vi è sempre un po’ di luce e un po’ di buio.

Ad esempio io *non credo* che vi sia una associazione segreta autore di tale scritto, e né penso che gli Ebrei siano una genia da perseguitare per il fatto di chi sia figlio ciascuno di noi: penso che la responsabilità è personale.

La nostra società però è permeata di devianze ideologiche che non vanno solo respinte ma studiate, esattamente come un medico studia una patologia che devia un organismo dal normale funzionamento del proprio equilibrio.

Scendere negli inferi della patologia -naturalmente- non è per le menti deboli e suggestionabili.

Ma il primo volume che scrissi si intitolava “teoria degli equilibri preferenziali” e quindi io mi sono già posto il problema della cultura occidentale: “esiste una cibernetica?” .. può essere appresa e studiata la capacità di navigare nel mare delle info e avere un metodo per esplorare -come Ulisse- persino “il canto delle sirene”?

Non è una cosa facile, ma chi ambisce a capire sotto la superficie e non sia suggestionabile né dal presunto vero e né dal presunto falso è il caso che si cimenti con la lettura del documento che vi sto proponendo.

Lo ha fatto a più riprese anche uno dei massimi semejoti(*): Umberto Eco ad esempio nel suo ultimo romanzo “il cimitero di Praga”.
more info: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_cimitero_di_Praga
nota: (*) – semejota = semeiota, nella esplicitazione che un seme jota cerca in jota, nel minimo segno dell’alfabeto greco, la causa di ciò che appare.

Una breve introduzione all’opera da wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Protocolli_dei_Savi_di_Sion

Il documento che riporta -tra gli altri- anche i “Protocolli dei Savi di Sion”
link fonte: http://www.lupin3.it/10%20novembre/ritorno_al_reale%5B1%5D.pdf

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