Movimento No Global: Intervento di Vittorio Agnoletto il 1 ottobre 2011 alla Assemblea di Roma “Noi il debito non lo paghiamo”

Vittorio Agnoletto Genova 16 luglio 2001 (movimento no global)
Vittorio Agnoletto Genova 16 luglio 2001 (movimento no global)

Sopra la storia dei No Global (pacifisti contro la globalizzazione).

Ecco l’intervento di ieri:

Segue intervento di Vittorio Agnoletto alla Assemblea del 1 ottobre 2011 a Roma:

link al video completo di tutti gli interventuti (3 ore circa): http://livestre.am/13J71

segue il testo dell’intervento ..

cit (Vittorio Agnoletto):

Credo che sia molto importante riprendere oggi anche l’analisi che avevamo fatto 10 anni fa a Genova.

Perché se si vanno a rivedere le parole di Vaden Bello, l’analisi era estremamente chiara: era il 16 luglio del 2001. E si diceva “attenzione! se va avanti la finanziarizzazione della economia arriveremo ad una crisi sociale ed economica incredibile e creerà una crisi tra questo modello di sviluppo e gli equilibri della biosfera. Allora, nel 2001, siamo stati capaci di analizzare, di prevedere cosa sarebbe accaduto ma non siamo stati capaci di impedirlo!

E questo che sta succedendo è anche il risultato della nostra sconfitta.

Io mi limito a parlarvi di alcuni scenari internazionali visto che della situazione nazionale si è ampiamente trattato.

Ogni giorno oggi, nel mondo, vengono scambiati sul piano finanziario 4 trilioni di dollari, 4000 miliardi di dollari.

Questo significa che 15 giorni di scambi finanziari sono pari al prodotto interno lordo mondiale (del pianeta) di un anno.

Il 90% di questi scambi finanziari sono scambi di tipo speculativo .. e riguardano la nostra vita concreta!

Faccio solo un esempio: in questo momento il 50% della produzione di cereali, quindi parlo di qualche cosa che si mangia, senza la quale non si vive .. il 50% della produzione di cereali dei prossimi 5 anni è già stata comprata sulla borsa finanziaria di Cicago, la borsa dei prodotti agricoli, da 6 multinazionali.

Questo significa che da un lato determinano e determineranno i prezzi e quindi la fame nel mondo e -dall’altra parte- che quei cereali non ci sono ancora, ma che la bolla (la ricevuta) che ne dimostra l’acquisto diventa giocabile su tutti i mercati finanziari con tutti i meccanismo che noi conosciamo. Questio aspetti sono al centro delle politiche finanziare che poi determinano il debito. Nel mondo abbiamo 24 paradisi fiscali. 1/3 di questi (8) sono collocati all’interno della unione europea.

In mezzo alla manica c’è un’isola che si chiama isola di Jersey

http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Jersey

che è un posto dove ci sono più banche che abitanti!

Il 60% del commercio internazionale di beni e servizi passa attraverso paradisi fiscali o attraverso triangolazioni interne alle multinazionali per cui evadono le tasse.

Si produce in Cina, la multinazionale porta il prodotto alle isole Cayman

http://it.wikipedia.org/wiki/Isole_Cayman

In Cina costa 10, viene acquistato a 100 alle isole Cayman, dalle isole Cayman è venduto in Europa a 105, il “tassabile” (ricavi -costi) è la differenza tra 105-100= 5 anziché 90.

Se poi lo vendesse a 95 anziché a 105, con il costo ipotetico confermato di 100 potrebbe dimostrare di averci rimesso!

Potrebbe quindi piangere lacrime in Europa e poi ottiene i sussidi dallo stato e i veri soldi li introita alle isole Cayman (pari a 95-10=85).

Parliamo della Total in Francia? Parliamo delle assicurazioni? di Eni ed Enel? che sono a partecipazione pubblica ma che sono in Irlanda?

Questo è il meccanismo della finanza internazionale.

Dentro questi aspetti è collocato interamente il gruppo socialista europeo. Il PD italiano è collocato lì. Non dimentichiamoci che mentre noi ci battiamo per cambiare questi contenuti _loro_ (anche i socialisti europei) si battono per _dirigere_ quelle strutture.

[…]

Chi ha votato al parlamento europeo (e italiano) le misure dettate dalla BCE?

E questa è la differenza tra chi si riunisce qui e quel tipo di strategie e quel tipo di politiche.

Io credo che la manifestazione del 15 ottobre abbia al centro anche questi temi .. e la consapevolezza che oggi si ha bisogno di una lotta solo nella misura in cui è una lotta sovra-nazionale per cui dobbiamo evitare i conflitti tra le classi subalterne dei vari stati. Questo è un rischio che abbiamo di fronte anche in Europa.

E allora se 10 anni fa abbiamo capito ma non siamo stati in grado di tradurre in obiettivi concreti che incrociassero la materialità della vita delle persone, perché siamo sembrati parlare di cose troppo lontane .. ecco -oggi- questo errore non ci è più consentito di poterlo commettere.

Perché se allora dicevamo che un altro mondo era possibile, oggi siamo obbligati a dire che è necessario (tale mondo), e possibilmente anche da costruire in tempi brevi.

il video:
http://livestre.am/13J71

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