No al pareggio di bilancio in Costituzione! [il parere dei premi nobel per l’economia + le denunce alla magistratura per attentato alla Costituzione Italiana]

Bersani

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forse così si capisce meglio?

vignetta

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1° articolo da micromega:

http://temi.repubblica.it/micromega-online/no-al-pareggio-di-bilancio-in-costituzione/

No al pareggio di bilancio in Costituzione
temi.repubblica.it
Nei prossimi giorni il Parlamento italiano introdurrà nella Costituzione il “pareggio di bilancio”: si tratterà dell’ultimo omaggio offerto alle “idee fallite” che stanno alla base dell’attuale crisi e che–

2° articolo da keynesblog:

da un intervento di molti premi nobel per l’economia per gli USA:

 http://keynesblog.com/2012/03/12/lappello-dei-premi-nobel-contro-il-pareggio-di-bilancio/

keynesblog.com

Ne abbiamo già parlato, ma ora pubblichiamo per intero l’appello dei Premi Nobel al Presidente Obama contro il pareggio di bilancio in Costituzione.

Commento:

Anzitutto cerchiamo di spiegare cosa è un bilancio in economia, perché vorremmo che tutti possano capire:

Se chiunque fa una lista dei soldi, o dei beni, che deve “dare” e di quelli che deve “avere” può valutare, in genere anno per anno,  le sue note contabili.

Ad esempio se un negoziante vende fiori:

Nella colonna DARE, annoterà:

1 gennaio 2012

oggetto: compera tulipani in 100 fiori acquisto a 1 euro a tulipano
fornitore: Gigio

tot1 = 100 pezzi *1 euro/pezzo = 100 euro

Nella colonna AVERE, annoterà

data di vendita 1

oggetto: vendita alla signora Luigina di 10 tulipani a 2 euro a tulipano

tot2= 20 euro

Se ci limitiamo alle scritture qui sopra.

Ricavi -Costi=Guadagno= 20 euro-100 euro= -80 euro, (80 euro di passivo)

Se invece si vedessero tutti i tulipani

200 euro -100 euro = +100 euro, (100 di attivo)

Quindi ci sarebbe stato un guadagno ed il bilancio tra compere e vendite sarebbe stato conveniente.

Se lo stato fosse un qualunque privato o una industria, o una società, si dovrebbe proporre senz’altro il pareggio come obbiettivo minimo, e come caso standard di guadagnare dalla sua attività altrimenti fallirebbe.

Se non che un qualunque stato non emette moneta per un singolo o per una parte, o qualunque partizione della popolazione, ma per tutta la popolazione.

Quando e perché quindi uno stato emette moneta?

Emettere moneta è -in prima approssimazione- in particolare al momento della emissione, una aggiunta di moneta a quella già esistente, quindi una svalutazione di quella già esistente, poiché aggiunge delle banconote sulla massa delle banconote che hanno già un controvalore.

Per capire bene questo passaggio si pensi ad un tavolo da poker dove giocano 4 giocatori, ma solo tre pagano in natura le loro fiches. Il 4° giocatore promette di pagare a fine partita e poi non paga.

Di quanto si saranno svalutate le fiches?

Della mancanza di controvalore non versata da chi non ha pagato: il 25%, ossia 1/4 del totale.

Ma ciò succede sempre quando lo stato emette moneta, poiché la moneta appena emessa non ha più una riserva aurea di cui sia il controvalore.

Come seconda approssimazione -però- la nuova moneta è necessario emetterla quando le tasse non sono sufficienti a pagare le spese a cui provvede lo stato.

Si configura quindi come una sorta di tassa aggiuntiva che andrebbe concordata al momento delle elezioni per stabilire il quantum, l’arco di tempo, la destinazione, la trasparenza con cui sarà gestita la emissione.

Inoltre la nuova emissione se è vero che in principio svaluta la moneta già esistente, vede il risultato finale della operazione nella relativa verifica se ci sono state perdite o guadagni solo se gli investimenti sono stati produttivi e/o improduttivi.

Perché potrebbe finanziare -ad esempio- (la nuova moneta) le spese per estrazione petrolifera, e tale finanziamento non solo potrebbe consentire -con l’estrazione e vendita del petrolio- la restituzione del finanziamento, ma addirittura una creazione di ricchezza.

E’ quindi molto rischioso impedire allo stato di non stampare nuova moneta! .. anche se dovesse andare in rosso, in perdita, perché ciò causa solo una svalutazione ma per spese indispensabili: come la sanità, le strade, i servizi pubblici, la sicurezza, etc.

Ed è preferibile avere anche una svalutazione, ma non vedere impedito lo stato sociale che porterebbe la società al collasso, poiché le spese dello stato non sono per una parte, ma per tutti.

Nella storia della economia si sono studiati -nei millenni- molte tecniche per finanziare le spese dello stato e non si è mai abbandonato il concetto che la emissione della moneta spetta allo stato, e quindi dicesi “moneta sovrana”.

Alcune di queste tecniche sono più convenienti ed efficienti, ed altre meno, ma fino all’ingresso dell’euro nessuna nazione aveva rinunciato a stampare la propria moneta se escludiamo il caso del fallimento della Argentina che aveva deciso di rinunciare alla stampa del pesos visto che aveva agganciato il cambio al dollaro. (E che poi è ritornata ad un incremento del prodotto interno lordo PIL solo dopo avere recuperato la propria sovranità monetaria).

In tal senso siamo già in uno stato di crisi, come testimonia il fallimento pilotato della Grecia, proprio perché l’Italia non può avere sovranità sulla sua moneta ed il pareggio di bilancio è un ulteriore vincolo che impone di non potere stampare moneta in modo sovrano, sia che ciò generi svalutazione che ciò generi investimenti produttivi, imponendo di non avere passivo, magari rinunciando a ogni spesa e a ritirare solo le tasse senza più erogare servizi!

La ragione fondamentale per cui non abbiamo una moneta sovrana -che potrebbe essere anche l’euro- è che la BCE non è obbligata a essere pagatore di ultima istanza nelle aste dei titoli pubblici, che è la particolare tecnica di emissione adottata in zona UE.

Mancano quindi garanzie democratiche di controllo della sovranità monetaria (delegata ad una autorità monetaria staniera come la BCE che si considera autonoa dagli interessi dell’europa) che possono portare tutti i paesi in zona euro nella situazione della Grecia, a rincorrere di svendere i beni pubblici per emettere moneta! .. fino a svendere completamente ogni ché.

Per chi volesse approfondire l’argomento:

fonte 1:
spiegazione breve della teoria MMT:
http://partitoviola.wordpress.com/mmt-30-sec/

fonte 2:
summit sulla teoria economica MMT del 24-26 febbraio 2012 a Rimini
http://partitoviola.wordpress.com/mmt-rimini-2012-video-democrazia-mmt/

fonte 3:
denuncia dell’avvocato Paola Musu, et altri, di attentato alla Carta Costituzionale Italiana
http://partitoviola.wordpress.com/denunce_in_difesa_costituzione_italiana_2011-2012/

fonte 4:
su Agoravox il commento politico delle denunce:
http://www.agoravox.it/Napolitano-e-Monti-denunciati-per.html

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